Eravamo abituati a pensare all'aggiornamento del sistema operativo come ad un breakpoint nella nostra esperienza utente. Ci si preparava all'evento in modo lento e ponderato, valutando pro e contro, spesso temporeggiando finché le applicazioni di uso quotidiano non fossero state aggiornate e perfettamente compatibili. Nella maggior parte dei casi passava così tanto tempo dalla precedente installazione che si pensava ad una completa inizializzazione (il classico formattone del mondo Windows), così da non portarci gli strascichi del sistema preesistente. Frequentemente un nuovo OS portava anche importanti migliorie nell'architettura, nonché modifiche di diversa natura all'interfaccia.

Con Lion, e ancor di più con Mountain Lion, Apple ha dimostrato di voler intraprendere un nuovo corso per OS X, con aggiornamenti più costanti – diciamo annuali – caratterizzati per lo più dall'aggiunta di applicazioni e funzioni. Quasi come accade nel mondo dei dispositivi iOS, con la differenza che sui Mac l'update non è gratuito, seppure abbastanza economico.

Ancora freschi di Mountain Lion 10.8, per cui sono stati rilasciati sono due minor update ed è in programma il successivo 10.8.3, Sentiamo parlare da 9t05Mac di Mac OS X 10.9. Le loro fonti riferiscono di un ristretto numero di operatori che stanno già testando il prossimo sistema operativo Apple, il cui rilascio è previsto per metà del 2013 e la prima presentazione entro gennaio. Le novità finora trapelate riguardano essenzialmente l'integrazione di Mappe e dell'assistente vocale Siri, come già accaduto nei dispositivi iOS.

Potremo dunque parlare ai nostri Mac come già facciamo agli iDevices sperando che, nel frattempo, potenzino i server che processano la voce e migliorino le localizzazioni diverse da quella inglese (dove vi sono più funzioni e maggiore efficienza). C'è ancora molta strada da fare ma Apple sembra convinta che, in un futuro non troppo remoto, l'interazione con i computer passerà sempre di più per la voce, impartendo comandi alle macchine in modo diretto e "naturale". Ogni appassionato di fantascienza avrà già visto questo futuro decine di volte. Come già accaduto con l'avvento del touch, le tecnologie immaginarie e futuristiche sembrano destinate a concretizzarsi, anno dopo anno, evoluzione dopo evoluzione. L'obiettivo è quello di interagire con "le macchine" in modo più diretto, sfruttando gli elementi di cui siamo naturalmente dotati, come mani e voce. Questo non significa che non useremo più mouse e tastiera, o almeno non in futuro così prossimo. Si inizierà comunicando sporadicamente, sostituendo la voce per le operazioni più semplici, mentre lavorare su un foglio di calcolo (giusto per fare uno dei tanti esempi possibili) continuerà a richiedere l'utilizzo di un puntatore e di uno strumento di immissione del testo più preciso e rapido, seppure meno evoluto.

siri

Il futuro non ci piomba in testa da un momento all'altro, è un processo graduale che ci coinvolge e che, spesso, rischiamo di non avvertire completamente vivendolo in prima persona, un giorno dopo l'altro. OS X 10.9 punta verso una direzione scontata con l'introduzione di Siri ma rappresenta anche una scommessa importante rispetto il futuro dell'interazione con i computer. Il riconoscimento ed il controllo vocale esistono da anni e non si tratta di un'innovazione di sostanza ma di forma, il terreno dove Apple ha dimostrato di poter fare la differenza. L'obiettivo sarà quello, solo parzialmente raggiunto con iOS, di avere una dispositivo immediatamente pronto a rispondere alle nostre richieste in modo naturale, senza un periodo di apprendimento o software aggiuntivi.

Ciao Mac, mi chiamo Maurizio...