Recentemente Windows XP ha compiuto ben 11 anni. Molta acqua sotto i ponti è passata da quel 25 ottobre 2001, e nonostante siano arrivati in successione Vista, 7 e 8, solo recentemente ha ceduto lo scettro di sistema operativo più utilizzato proprio a 7, comunque con l'onore delle armi e ancora sopra al 40% di marketshare. I numerosi tentativi fatti da Microsoft per ora non hanno sortito completamente l'effetto sperato, e probabilmente solo il 2014, data di scadenza del supporto esteso, saprà convincere anche gli ultimi aficionados a livello aziendale. Ma non è solo a Redmond che hanno difficoltà a smaltire vecchie versioni degli OS. Se Atene piange, infatti, Sparta non ride affatto. Apple non riesce a tagliare i ponti con Snow Leopard, uscito ad agosto 2009 e presente ancora in più di un quarto dei Mac mondiali.

A rivelarlo è la stessa Net Applications che ha registrato negli ultimi mesi il sorpasso di 7 su XP. Il leopardo delle nevi detiene il 17% del parco macchine made in Cupertino, contro il 33% del più recente Lion e il 25% di Mountain Lion. Un dato interessante è che ad aver contribuito alla rapida ascesa della 10.8 sono stati proprio gli utenti della 10.7, con un apporto molto marginale dei migranti da Snow Leopard. Anche l'ormai relativamente vecchissima 10.5 tiene presenza in modo significativo, con un suo 10%.

Quali sono i fattori che contribuiscono a questa longevità di OS X 10.6? Varie potenziali ragioni: la prima è che si tratta dell'ultima release per chi ha un Mac a 32-bit. Vuoi per finanze limitate vuoi perché non si sente il reale bisogno di cambiare macchina, chi ha il Core Duo non può andare oltre nemmeno a volerlo, in termini di versione del sistema operativo. La seconda ragione è la compatibilità: quasi tutte le applicazioni, al di là di quelle Apple, ancora lo supportano attivamente e inoltre vi si può utilizzare Rosetta per i vecchi software compilati solo per PowerPC. La terza ragione è funzionale: la tendenza a combinare elementi di iOS con quelli di OS X non è gradita da molti, e Snow Leopard da questo punto di vista è rimasta una piattaforma sostanzialmente vergine per tutto il suo ciclo attivo di supporto da parte dell'azienda di Cupertino. Le nuove feature, così come iCloud, non vengono viste come bonus fondamentali per passare a Mountain Lion, considerato poi che in ogni caso le alternative ai servizi non disponibili ci sono. La quarta ragione, infine, riguarda un discorso di stabilità: la percezione a riguardo dei rilasci più recenti, Lion in particolar modo, non è largamente positiva, portando a voler evitare un salto potenzialmente portatore di bug.

Detto ciò, il tempo inesorabilmente porterà al declino finale di Snow Leopard, soprattutto da quando i vendor di terze parti diminuiranno gradualmente gli sforzi per rendere il loro software compatibile con esso. Ovviamente, Apple spera che ciò accada al più presto e sarà interessante capire se a fine mese arriverà una ulteriore spallata con iTunes 11 solo da Lion in poi. Al di là di ciò, realisticamente, noi vediamo probabile un lungo tramonto, che si protrarrà per più di un anno ancora. L'"anziano" Mac-felino è ben lungi dal ritirarsi dalla scena.