Proseguiamo la nostra serie dedicata alle nostre riflessioni sul 2013 di Apple e dei suoi prodotti cambiando ambito, dall'hardware al software: stasera parleremo di OS X, iOS, le principali applicazioni di Cupertino e iCloud. Un anno importante soprattutto per la parte mobile, dal momento che la competizione si sta facendo intensa e l'addio di Forstall sembra aver in qualche modo sbloccato una fase quasi di stallo. Ma iniziamo parlando del sistema operativo da cui è offerto anche questo stesso post: OS X.

OS X

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Quanta strada ne ha fatta OS X, dall'ormai lontano 2001. Arrivato alla versione 10.8, si ritrova all'interno di una vera e propria fase transitoria per l'intero settore. Windows 8 e non solo quello sembrano mostrare la via della convergenza tra diversi form factor come soluzione del futuro. L'inizio chiaroscuro non è certo ciò che sperava Ballmer, ma se il mercato premierà le scelte di Microsoft è una cosa da verificare nel lungo periodo. Dall'altro lato, Apple sembra aver finora adottato una tattica più conservatrice, volta sì a portare alcune cose buone (e altre un po' meno) di iOS nel paradigma classico con barra dei menu e finestre, ma appunto senza stravolgere quest'ultimo. Un esempio positivo è il Centro Notifiche, ben realizzato e che probabilmente attende ancora di essere sfruttato fino in fondo.

La prossima versione 10.9, che arriverà nel corso dell'imminente 2013, non dovrebbe far altro che proseguire questo trend. Le prime indiscrezioni parlano di una forte integrazione con Siri e col nuovo servizio Mappe. Abbiamo pochi motivi per dubitare del loro arrivo, quantomeno di Siri: rappresenterebbe per OS X una vera e propria virata verso le NUI (Natural User Interface), dando la possibilità grazie ai comandi vocali di eseguire con rapidità operazioni finora condotte coi mezzi di input tradizionali. Un approccio differente rispetto a quello di Microsoft, che punta maggiormente sul tocco come input naturale. Anche per le Mappe potrebbe essere una buona soluzione, l'inclusione nel sistema operativo desktop; in maniera simile a quanto permette Google Maps sul web, darebbe la possibilità di conoscere la posizione geografica di luoghi, pianificare itinerari di viaggio e altro ancora prima di mettersi effettivamente in moto, anticipando i tempi. Si potrebbe pensare a una combinazione con l'uso di iCloud, dove viene caricato l'itinerario approntato su Mac e dunque trasferito all'iPhone in modo da elaborare le indicazioni passo-passo tramite la navigazione GPS.

Al di là di questo, è probabile aspettarsi le varie piccole e grandi funzionalità apportate da ogni nuova versione di OS X, su cui lasciamo ad Apple il compito di sbizzarrirsi. Esprimendo un desiderio, non saremmo dispiaciuti nel vedere integrata in Boot Camp, affianco alla classica opzione con partizione dedicata, una soluzione base di virtualizzazione, con funzionalità simili a quelle del gratuito VMware Player per Windows e Linux; magari in collaborazione proprio con la stessa VMware. Ma questo, appunto, rientra più tra i desideri che tra le ipotesi vere e proprie. In quest'ultima categoria ricade invece un leggero refresh dell'interfaccia grafica a cui con buona probabilità si assisterà nella 10.9. Nulla di drammatico, ma vedendo iPhoto dalla 9.3 in poi e iTunes 11 traspare la voglia di abbandonare il Lucida Grande utilizzato finora da OS X a favore del font Helvetica sin dagli inizi adottato da iOS. Per Apple, dunque, è giunta l'ora di completare l'opera, senza lasciare due caratteri diversi l'uno dall'altro a spartirsi porzioni del sistema operativo.

Ah, non ce ne siamo dimenticati: ogni miglioramento per Safari e soprattutto per la sicurezza sono sempre ben graditi. In azienda ora persone valide ci sono, che si sfrutti il loro potenziale. Confidiamo in Kristin Paget e negli altri affinché irrobustiscano un po' il sistema, sempre al di là del fatto che la feature più importante, il buonsenso, è prerogativa esclusiva dell'utente.

In sintesi: vorrà sentire la nostra voce.
Possibile rilascio della nuova versione: inizio delle Developer Preview tra gennaio e febbraio 2013, commercializzazione in estate.

iOS

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Passiamo ora a parlare di iOS. Come abbiamo già scritto a inizio articolo, il 2013 sarà piuttosto intenso per i sistemi operativi destinati a smartphone e tablet. Nel 2007 Steve Jobs predisse 5 anni di vantaggio per iOS, ed effettivamente la situazione sembra avergli dato ragione: Android ha rapidamente recuperato il divario funzionale e grazie alla moltitudine di dispositivi su cui è preinstallato ha una quota globale sempre meno attaccabile da parte di Apple; dall'altro lato, invece, il cuore di iPhone e iPad è sembrato ultimamente piuttosto statico, soprattutto a livello grafico. Abbiamo già esposto a settembre il nostro punto di vista sulla questione, su come ciò non sia necessariamente un male. Ma la cacciata di Scott Forstall sembra quasi un segnale dato da Cook volto ai più critici, come a dire: avete ragione, ci siamo un po' assopiti e vogliamo rimediare.

I nuovi re di iOS si chiamano Jonathan Ive, Craig Federighi e Eddy Cue. Indubbiamente, però, sarà il primo a voler fare la parte del leone. La sua poca simpatia per lo skeuomorfismo, su cui invece spingeva molto Forstall, è già nota; inoltre è alla sua prima volta come plenipotenziario del design dei software, su cui finora aveva avuto minor voce in capitolo, perciò la voglia di dare una propria impronta e di darla buona ci sarà tutta. Detto ciò, non ci aspettiamo nemmeno che con iOS 7 ci ritroveremo con qualcosa di totalmente nuovo, il family feeling è importante e una rivoluzione troppo calcata sarebbe solo dannosa. Probabilmente, gli interventi principali di Ive saranno nel dare look moderni, più vicini a quello di veri software che a oggetti reali, a quelle applicazioni principalmente coinvolte nell'ondata di skeuomorfismo come il Calendario (su iPad), i Contatti, iBooks e Game Center. Non mancheranno gli utenti entusiasti delle nuove scelte stilistiche, così come quelli che rimpiangeranno il look da libreria o la finta pelle. Se non altro, però, mostrerà che Apple si è data la scossa che tanti auspicavano.

Dal punto di vista funzionale, concept, sistemi operativi esistenti e in arrivo mostrano idee interessanti che potrebbero far comodo ad iOS. Sulle notifiche abbiamo già visto dei possibili ritocchi, e anche il multitasking può meritarsi di meglio, come dimostra l'elegante soluzione di Auxo, alla pari di altre soluzioni più o meno in linea con lo stile di Apple. Anche BlackBerry 10 mostra features, in ambito aziendale e non, candidate a dare spunti di discussione. Non dimentichiamoci, infine, della multiutenza su iPad: avendocela Android e Windows 8, se a One Infinite Loop rinunciassero a rispondere sarebbe un gran peccato, oltre che una mancanza di non poco conto.

In sintesi: rimboccarsi le maniche!
Possibile rilascio della nuova versione: a seconda di quando arriverà il prossimo iPhone, tra giugno e ottobre 2013.

Altre applicazioni e iCloud

Su iLife e iWork non ci soffermeremo molto. Per quanto riguarda iPhoto, iMovie e GarageBand, ricevono graduali aggiornamenti e fanno più che bene il loro lavoro, sia su OS X che su iOS. La fretta di avere nuove versioni, lì, non è poi così tanta. Lo stesso non si può dire per Pages, Numbers e Keynote, che su Mac riversano quasi in uno stato di supporto strettamente necessario alla sussistenza delle versioni iOS, ben più curate. Indubbiamente rimangono tutt'oggi semplici da utilizzare e sufficienti per la creazione di elaborati, ma come abbiamo scritto a inizio dicembre le concorrenti principali guardano avanti e ci vorrebbe maggior supporto ai formati OOXML e OpenDocument, il cui uso è in crescita. Alla fine, ci accontenteremmo anche di un segnale, di qualcosa che ci faccia capire come Apple ci tenga ancora al suo pacchetto di produttività. Arriverà nel 2013?

Parlando delle applicazioni professionali, se per Final Cut Pro X abbiamo una situazione ormai in costante miglioramento con progressivo recupero delle funzionalità perdute e introduzione di nuove, Aperture e Logic sembrano chiedere qualche attenzione in più, in particolare la seconda. La concorrenza è serrata, soprattutto quella di Adobe. Almeno qui, Tim Cook sembra aver compreso la necessità di dare speranza agli utenti, confermando il lavoro sodo in corso su Logic Pro X o come sarà chiamata. Per Aperture, invece, è Amazon a fornire indizi, grazie a un libro dedicato alla prossima versione, la cui pubblicazione è prevista per marzo. Se ciò fosse vero, la nuova versione del software di fotografia prosumer dovrebbe arrivare tra gennaio e febbraio, in modo da dare il tempo agli autori di aggiungere gli ultimi tocchi prima della stampa. Staremo a vedere.

Proseguiamo l'excursus passando ad iCloud. I servizi sulla nuvola di Apple non sono affatto male, ma si può fare comunque di meglio. Riallacciandoci al discorso di iWork, abbiamo già esposto qualche idea per creare una suite online, in risposta a Google Docs e Microsoft Office Web Apps, accessibile da qualsiasi browser. Maggiore multimedialità, con versioni cloud delle applicazioni di iLife, anche a pagamento, darebbe ulteriore risalto alle capacità del nuovo ambiente, alla pari di un web player per la propria libreria caricata su iTunes Match. Nel gioco, inoltre, potrebbero pure rientrare le Mappe, in modo da dare un accesso via web che le renda disponibili pure su PC. Eddy Cue ha sicuramente tutto l'interesse a rendere iCloud sempre più appetibile, allargando il bacino d'utenza. Chissà se ci sarà spazio, magari, anche per iBooks su Mac, ma su quello non ci contiamo tanto. Se l'avessero voluto fare, sarebbe già arrivato.

In sintesi: un po' di nuvole in più non faranno male.

Si conclude qui la terza parte dedicata al possibile 2013 di Apple. Come abbiamo già detto, però, la serie non si è altrettanto conclusa. La quarta ed ultima puntata sarà incentrata sulle concorrenti, principali e secondarie, dell'azienda di Cupertino. Appuntamento a domani sera.