Apple contro Samsung, Samsung contro Apple: la guerra procede a suon di legali, dichiarazioni al fulmicotone, multe, appelli e spot denigratori. Non che la brevettopoli ci interessi più di tanto, abbiamo sempre cercato di limitare al minimo indispensabile le argomentazioni a riguardo, ma la situazione pare finalmente chiarirsi su tutti i fronti. In effetti era piuttosto curioso notare come le due aziende se le suonassero di santa ragione nei tribunali per poi andare a braccetto negli affari. È per lo più Apple, in verità, ad aver bisogno del colosso delle tre stelle per alimentare i suoi dispositivi, tra processori, memorie, batterie, schermi, dischi... in effetti c'è davvero poco che in Samsung non sappiano realizzare, specie considerando i ritmi di produzione richiesti per soddisfare la domanda di iPhone, iPad e Mac. Anche se in un primo periodo sembrava praticamente impossibile che Apple potesse fare a meno di Samsung, Cook sta lentamente ma progressivamente dimostrando di averne tutta l'intenzione.

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Il problema non sarà semplice da risolvere ma Apple sembra voler raggiungere l'indipendenza dalla casa coreana grazie alla concertazione dell'attività di molte altre realtà minori. Si stanno muovendo da tempo per ottenere tale risultato, cercando, per quanto possibile, di mantenere una certa discrezione. I fili sono spesso intrecciati e può non essere facile seguirli ma abbiamo assistito ad un investimento su Sharp, azienda tecnologicamente molto avanzata nel campo dei display (sono suoi i primi IGZO), alla decisione di non usare più batterie Samsung su Mac ed iPad ed alle numerose indiscrezioni che vedono TSMC tra i produttori di chip ARM per Apple nel 2013. A conti fatti Samsung non è facile da silurare su tutti i fronti, specie considerando la sua capacità ed efficienza produttiva ma, a quanto pare, a Cupertino starebbero già per affiancare a TSMC altri produttori e i rumor attuali fanno spuntare il nome di Unimicron. L'azienda non è certamente nota ai più ma sembra aver superato alcuni test di produzione al fine di spalleggiare TSMC già dal 2013.

Per un lungo periodo sia Apple che Samsung si davano battaglia nei tribunali ma poi chiudevano un occhio quando si trattava di stringere accordi di vendita e produzione. Oggi le cose sono cambiate, forse anche a seguito di un marketing mirato ed aggressivo verso iPhone ed i suoi utenti. Una mossa utile a Samsung, per farsi pubblicità sfruttando il nome e l'attenzione verso Apple ed i suoi prodotti, ma non altrettanto per mantenere dei buoni rapporti. Difficile dire se siano stati più i colpi in tribunale o quelli nella comunicazione ad aver "ferito" l'azienda di Cupertino ma è ormai piuttosto evidente che si stanno costruendo un gran bel paracadute in vista del prossimo salto fuori dal dirigibile sud coreano. L'interrogativo che rimane in sospeso è se Apple può fare a meno di Samsung ma, forse, sarebbe opportuno valutare anche le ripercussioni per quest'ultima. Non andrà certamente in fallimento perdendo gli ordini legati a Mac ed iDevice, tuttavia non si tratta solo di un perdita economica nel breve periodo ma anche di mancati guadagni futuri che, vista l'esplosione del mobile, potrebbero essere ben più corposi negli anni a seguire. Non solo dollari dunque, ma anche tecnologie e notorietà che Apple potrebbe sfruttare per far emergere nuovi concorrenti per Samsung.