Non ci occupiamo abitualmente del mondo Linux, anzi, forse anche un po' colpevolmente lo trascuriamo molto rispetto allo spazio che Windows riceve, nonostante siamo un sito Apple-oriented. Il trascurarlo qui non significa però che non seguiamo quanto succede. Ubuntu sta cercando di cambiare fortemente l'esperienza d'uso nel panorama delle distribuzioni Linux, con la sua interfaccia Unity ed altre iniziative come Ubuntu TV rivolte ad assicurare al lavoro di Canonical sbocchi al di là dei soli computer. Nel frattempo, assistiamo alla progressiva maturazione dei tradizionali desktop environment, quali KDE e GNOME, così come la crescita di altri ambienti più leggeri, come XFCE, o nati di recente, tra cui Cinnamon sviluppato dal team di Linux Mint. Tra le nuove leve, però, una delle più promettenti è certamente Elementary OS: vediamo il perché.

Il progetto ha origini lontane: nato inizialmente come set di temi e icone per le altre distribuzioni Linux, il suo ideatore Daniel Fore, in arte DanRabbit, ha poi deciso di perseguire una strada differente. Elementary OS nasce dalla volontà di offrire ai suoi utenti un ambiente piacevole da utilizzare e con gli strumenti necessari allo svolgimento delle attività quotidiane, completi di tutte le funzionalità che servono e senza doppioni come talvolta accade in altre distribuzioni, dove due o più applicazioni dello stesso settore e con un parco di features largamente sovrapponibile vengono installate in modo predefinito. Man mano che il progetto ha iniziato a prendere forma, si è formato anche un team ad esso dedicato. A marzo 2011 fu rilasciata Jupiter, versione 0.1 della nuova distribuzione, basata a sua volta su Ubuntu 10.10 e con poche differenze rispetto alla distro di Mark Shuttleworth, eccetto che per il tema e alcune applicazioni sviluppate dal team Elementary.

Nel corso del tempo, il progetto ha vissuto un costante crescendo, ma anche qualche frenata. Dopo Jupiter, le aspettative erano molto alte, sia in termini di ambiente grafico che di applicazioni, e la recentemente rilasciata Beta 1 di Luna 0.2, basata su Ubuntu 12.04 LTS, rappresenta il risultato degli sforzi fatti. Per il primo, Pantheon ha rappresentato la realizzazione di tali ambizioni, con una soluzione ad oggi vicina al completamento, dotata di funzionalità classiche come quelle di Exposé/Spaces e di Aero Snap (Windows 7/8). Temi e icone sono stati ulteriormente migliorati, donando family feeling e coerenza all'intera distribuzione. La somiglianza di alcuni elementi con OS X è indubbia, e in effetti DanRabbit è anche utente Mac, perciò ha sicuramente voluto trarre spunti utili per il progetto. Al di là di ciò, però, nell'uso appare evidente come non si tratti di un mero compitino; Elementary OS ha differenze chiave nell'approccio rispetto a quanto fatto da Apple, come la quasi totale assenza di barre dei menu, a favore di toolbar e un singolo menu generale a cascata richiamabile da un apposito pulsante, sullo stile di Chrome. Inoltre la scrivania qui di fatto non esiste, dal momento che almeno ufficialmente non è possibile aggiungere icone o widget. La somiglianza maggiore col Mac è probabilmente data da Plank, con funzionalità simili (ma inferiori) a quella del Dock.

Sul versante applicazioni, probabilmente è ancora lontano dalla realizzazione l'obiettivo di DanRabbit, che include non solo un set base di software scelto e completo, ma anche l'indipendenza dalle applicazioni di GNOME. Tentativi ne sono stati fatti, con varie proposte per la messaggistica, la visualizzazione di documenti e altro ancora. Molte applicazioni sono rimaste però semplici concept, a causa della "forza lavoro" non sufficiente a gestire così tante aree contemporaneamente. Attualmente le applicazioni specificatamente pensate per Elementary OS sono il browser Midori (esistente già da prima e non creato ex-novo), il calendario Maya, il gestore di file Files, il riproduttore di musica Noise, l'editor di testi Scratch, il pannello di controllo Switchboard e il terminale. Discorso a parte merita Geary, client di posta elettronica sostituto di una precedente app, Postler, e sviluppato in collaborazione con Yorba, la quale si occupa pure del gestore di fotografie Shotwell, incluso sia in Elementary OS che in altre famose distribuzioni come Ubuntu e Fedora. Alcune di queste applicazioni, come Files, presentano un livello di usabilità piacevole nonostante la loro giovane età, mentre altre, tra cui Geary e Midori, non godono ancora della stessa qualità.

Per il resto, molte sono applicazioni ritrovabili altrove, come il riproduttore video Totem, il lettore PDF Evince e il client di messaggistica istantanea Empathy. Vi è stata anche qualche perdita rispetto a Jupiter, in particolare l'app per la gestione dei contatti Dexter al momento quasi ferma come sviluppo. Molto più nascosta, ma ancora visibile, è l'"anima" di Ubuntu, visibile quando si richiama il Software Center o il gestore degli aggiornamenti. Sul piano puramente prestazionale, il comportamento all'interno della macchina virtuale VMware appositamente preparata è molto buono, fatta eccezione per qualche sporadico impuntamento tipico degli ambienti virtualizzati. La stabilità, invece, è quella che ci si può aspettare da una Beta: potenzialmente utilizzabile tutti i giorni, ma ancora sconsigliabile come sistema operativo principale e per ambiti lavorativi.

Parlando di attenzione mediatica, non si può dire che ad Elementary OS manchi. Proprio in Italia in particolare l'attenzione verso la distribuzione di DanRabbit è molto alta. A dare il via fu Dev Elementary OS IT, curato da Gusions, popolare blogger nel settore Open Source, e a raccoglierne idealmente il testimone nel corso del tempo è stato Noiaggiorniamo/Elementary OS News, molto attivo nel segnalare qualsiasi novità di rilievo proveniente dalle builds più fresche o da discussioni del team stesso. (Per un breve periodo, quando ancora ero indipendente in termini di blog, seguii anch'io gli sviluppi di Elementary OS, comprensivi non solo di articoli ma di topic dedicati su alcuni forum; i cambiamenti occorsi e il minor tempo a disposizione non mi hanno consentito di proseguirne la copertura, ndr) Non mancano nemmeno sviluppatori italiani direttamente coinvolti nel progetto, come Mario Guerriero, in arte Mefrio, tra i curatori di diverse parti dell'ambiente operativo, inclusa la soprammenzionata Scratch. Altrettanto tricolori sono progetti esterni come ElementaryMod per sopperire ad alcune limitazioni del sistema nudo e crudo. Una partecipazione indubbiamente massiccia e non destinata a diminuire, anzi.

Il futuro di Elementary OS passa indubbiamente per Luna, il cui rilascio definitivo sembrerebbe previsto nel corso dei primi mesi del 2013, anche se il team preferisce rispondere "when it's ready", quando è pronta. Ulteriori miglioramenti sia per Pantheon che per il corredo applicativo hanno certamente massima priorità, con modifiche più radicali previste per Luna +1, la versione 0.3. Probabilmente, con una squadra più grossa, che includa le risorse in grado di fornire Yorba (azienda capitanata dall'ex-Googler Adam Dingle), sarebbe possibile raggiungere quanto prefissato in meno tempo, ma al momento le forze in campo sono quelle che hanno portato agli attuali risultati e visto quanto gli sforzi hanno prodotto sono già encomiabili. Essendo il progetto Open Source, chiunque sia programmatore e possa dare una mano può dar loro manforte tramite l'apposita pagina Launchpad. Il nostro augurio, naturalmente, è che possa essere non solo un'ottima alternativa a Ubuntu e soci, ma anche agli stessi big player come Windows e OS X; la strada è lunga, le potenzialità non mancano. Molti non vedranno bene i suoi rimandi al Mac, ma tanti altri immaginiamo lo apprezzeranno proprio per questa sua volontà di prendere il buono degli altri sistemi disponibili e reinterpretarli a proprio modo con la voglia di provare a fare meglio dell'originale, punto su cui ovviamente il giudizio sarà rilasciato ai singoli utenti. Terremo d'occhio nei prossimi mesi i principali sviluppi del progetto, in vista della versione finale di Luna.

PS: il post è stato fatto interamente in Elementary OS.