Dopo aver parlato del punteggio dei sensori oggi ci occupiamo di come DxO valuta gli obiettivi, analizzando questi indicatori che vanno a formare il punteggio finale:

  • Sharpness
  • Trasmission
  • Distortion
  • Vignetting
  • Chr. Aberration

Sharpness

Questo indicatore si basa sulla misurazione della Modulation Transfer Function (MTF), per spiegarla nei termini di utilizzo che DxO ne fa passiamo ad un esperimento di misurazione pratica. Consideriamo una serie di strisce bianche e nere con lo stesso contrasto (quindi con la stessa intensita di nero e di bianco), all'aumentare del loro numero nello stesso spazio diventeranno più piccole e ci appariranno con un contrasto minore, nonostante questo non sia realmente cambiato. Per rendere la cosa ancora più semplice ed intuitiva si può immaginare una fittissima serie di righe bianche e nere intervallate, queste diverranno sempre più piccole quanto il nostro punto di visione se ne distanzierà fino ad apparire come un'unica superficie grigia. Lo stesso accade non solo osservando ad occhio nudo ma anche quando le righe sono riprese da una macchina fotografica attraverso una lente, anzi, tale fenomeno si amplifica. Il contrasto ripreso dal sensore (cioè l'ampiezza tra il bianco e nero) non è più quello "perfetto" (100%) e diminuisce all'aumentare della frequenza di striscie. Se riportiamo la curva (decrescente) su un grafico dove è mostrato il contrasto "finale" e il numero di linee per millimetro otteniamo una curva MTF. Qui sotto riporto lo schema concettuale dove potete seguire il ragionamento di cui sopra seguendo i vari passaggi in ordine.

SharpnessSchema

La curva risultante (MTF) è molto utile in quanto, opportunamente "pesata", permette di ricavare i Perceptual Megapixel (P-Mpix), cioè i Megapixel Percepiti. Questo indicatore, introdotto di recente, è la "misura" dello sharpness sulla tabella riassuntiva delle valutazione di DxOMark. Attraverso il P-Mpix è possibile paragonare velocemente la resa di diversi obiettivi su uno stesso sensore, se quest'ultimo è di 24Mpix e l'indicatore P-Mpix della lenta indica 18 significa che 6Mpix sono andati persi da "qualche parte" nell'ottica. DxO non spiega nello specifico come questo indicatore è ricavato, ma è osservabile che riporta la curva MTF ad un valore come se fosse rilevato dall'osservatore direttamente attraverso la lente, mostrando in Mpix qual è il dettaglio effettivamente visibile. La misura della MTF viene fatta per tutte le focali e per tutti i diaframmi, così che il risultato ottenuto è una media di tutti i valori del range. Per completezza, è chiaro che un valore di P-Mpix pari ai Mpix di un certo sensore non è mai raggiungibile tranne in una ipotetica "lente perfetta" ed è opportuno consultare la mappatura dei valori P-Mpix in relazione alla coppia diaframma/focale per trovare la migliore combinazione per sfruttare al massimo le potenzialità della propria lente.

Trasmission

Questo valore indica la capacità di trasmettere la luce di una lente, è calcolato in T-stop definito come l'f/ di una lente con il Trasmission perfetto (100% della luce che entra arriva al sensore). Sicuramente la sua utilità è maggiore su lenti con un valore di f/ fisso, in questo modo si può osservare la veridicità di un certo diaframma "dichiarato" quando questo è rapportato all'effettiva quantità di luce che arriva al sensore. Per esempio, se una lente fissa con un valore f/ dichiarato di 2.8 ottiene un Trasmission (T-stop) di 3.3 significa che sono andati persi circa 0.5 Stop (o Ev) per via degli assorbimenti e dispersioni interne delle lenti. Maggiori approfondimenti in merito nell'articolo F-stop e T-stop for Dummies.

Distortion

La distorsione è forse uno dei concetti più immediati quando si parla dei difetti di una lente, infatti è visibilmente valutabile anche da un occhio non molto esperto soprattutto quando si cercano di riprendere elementi simmetrici e regolari con lenti grandangolari. Rapidamente possiamo vedere i due tipi di distorsione che si possono incontrare, la distorsione a barile (barrel) ed a cuscino (pincushion) che se presenti contemporaneamente creano una distorsione a baffo (mustache) chiamata anche ad "ali di gabbiano".

Distortion

Quando leggiamo i risultati di un test DxO per le lenti troviamo un numero espresso in percentuale come indicatore della distorsione, questo indica di quanto si allontana il punto più distante dalla retta in cui si sarebbe trovato nel caso di assenza della distorsione. In pratica 1\L percentuale come visibile nel grafico sottostante.

Indicatore_distorsione

Il valore è positivo quando si tratta di distorsione a barile, negativo nel caso di distorsione a cuscino e prende il segno della distorsione dominante nel caso di una aberrazione mista. Utile con gli zoom è il grafico che indica l'evoluzione della distorsione nel range focale, possiamo vedere come il Canon EF-S 10-22mm f/3.5-4.5 USM passa da una distorsione a barilotto ad una a cuscino all'aumentare della focale.

10-22

Vignetting

La vignettatura di una lente è la perdità di luminosità ai bordi e dipende dalla focale e dal diaframma. Proprio su queste due variabili è costruito un interessante grafico che possiamo consultare per ogni lente testata.

Vignetting

In questo caso osserviamo la mappa della vignettatura del nuovo 70-200 f/4 made in Nikon, con un semplice grafico possiamo ricavare informazioni sulla quantità di vignettatura per ogni combinazione di diaframma (asse delle y) e focale (asse delle x). Risulta abbastanza evidente che i risultati peggiori si riscontrano a f/4 con focali intorno a 100 e 200. In generale il risultato è molto buono in quanto non raggiunge mai valori molto alti (solo un leggero arancione). L'unità di misura, l'Ev, misura l'attenuazione dell'esposizione e il valore indicato nella tabella riassuntiva è la media dei valori ottenuti su tutto il frame. Oggi la vignettatura (come anche la distorsione) è facilmente risolvibile in post produzione sia manualmente che grazie a profili pre-impostati, però in casi particolari questa correzione potrebbe portare all'aumento del rumore nelle zone recuperate (soprattutto ad alti iso o con lunghe esposizioni) rendendo sempre di una certa utilità conoscere questo valore.

Aberrazioni Cromatiche (Chr. Aberration)

Le aberrazioni cromatiche laterali (LCA) sono individuabili sotto forma di aloni colorati in presenza di bordi netti e molto contrastati.

LCA

DxO utilizza un punto nero su sfondo bianco per misurare la LCA, così ottiene un certo disallineamento del rosso, verde e blu (RGB). La misurazione avviene calcolando la distanda tra il centro del cerchio rosso (Mr) e quello verde (Mg) oltre alla distanza tra il blu (Mb) e il verde (Mg).

dot

Fotografando un bersaglio pieno di punti neri è possibile calcolare l'aberrazione su tutto il frame. Nel calcolo dell'indicatore finale procedono inizialmente con la normalizzazione dei risultati portando le dimensioni a quelle di un sensore 24x36 (full-frame), poi viene calcolata la media per tutti i punti e scelto il diaframma con il maggior scostamento di LCA. Una volta identificata l'apertura vengono mediati tutti i risultati per ogni focale così da ottenere un valore indicativo espresso in micrometri (µm), appunto una misura della distanza. Un valore pari a 0 indica l'assenza di aberrazioni, 30 è molto alto. Indicativamente un variazione di 5 µm rappresenta uno scostamento di circa 1 pixel su molte fotocamere.

Con questo secondo articolo si conclude l'approfondimento sui metodi di calcolo e misura delle performance di obiettivi e lenti ad opera di DxOMark. La finalità che speriamo di aver raggiunto è quella di rendere più chiaro sia il metodo di analisi che il significato di grafici e dei numeri risultanti, così da permettere una lettura più consapevole ed utile dei test, ma anche di soddisfare la nostra curiosità di fotografi. Ricordate che questi test rappresentano solo una piccola parte nella scelta di una lente o di un corpo macchina e che le fotografie non le fanno gli strumenti ma il fotografo.