Di solito, la storia è questa: c'è chi legge e chi non legge perché non ha tempo. Difficile, se non impossibile, che si dichiari la propria svogliatezza o il totale disinteresse rispetto tale antica e nobile pratica. Leggere fa bene allo spirito, nutre l'anima e stimola l'intelletto... o almeno in teoria, dipende anche dal titolo che si sceglie. Io rientro negli svogliati, lo ammetto. Non ho molto tempo, e questo mi assolve, ma sfruttando meglio quei brevi ritagli in cui si naviga a vista o ci si perde tra email e twitter, di certo, potrei leggere di più. In realtà l'atto della lettura è una costante di tutti i miei giorni, ma per chi svolge un'attività legata a doppio filo con l'aggiornamento, finisce che questo diventi informazione ed istruzione, piuttosto che svago e piacere.

Leggere senza essere davvero concentrati è come non leggere. Se non ci si immerge nel testo, ci si riflette e si "vive", tanto vale farsi una partita a Ruzzle. Il tempo in cui si è completamente liberi è sempre poco, ma capita che vi siano dei momenti in cui le orecchie e la testa possono godere delle parole senza che ciò intralci troppo la propria attività. A me capita durante le sessioni di lavoro grafico creativo, oppure durante i percorsi in automobile, in cui passo complessivamente almeno un'ora al giorno. Ecco, così inizialmente ho scoperto ed apprezzato gli audiolibri. Non sostituiscono esattamente la lettura e le sensazioni che ne derivano, ma offrono altrettanto piacere se interpretati con maestria.

Ne ho comprati un paio sull'iTunes Store, ma non lo farò più per via delle assurde limitazioni del DRM. Inoltre, a differenza della musica, non si possono neanche vedere e riscaricare i propri stessi acquisti in un secondo momento, più o meno quello che accade con i film. Aggiungo che di audiolibri in italiano nell'iTunes Store se ne trovano davvero pochi e spesso di modesta qualità. Insomma, non è questa la strada da seguire. Difficilmente nella nostra lingua vi sono letture di titoli recenti, ma anche i classici hanno un gusto rinnovato con le interpretazioni di grandi attori. Ecco, in effetti tra l'autore e chi ascolta si intromette qui, prepotentemente, il narratore; e se alcuni riescono perfino ad elevare il testo, altri lo affossano tragicamente.

A chi può far piacere iniziarsi agli audiolibri, consiglio sempre il podcast ad alta voce; qui, saltuariamente, ne vengono pubblicati alcuni in forma gratuita. Facendo qualche ricerca in rete si trova anche dell'altro materiale libero, ma troppo spesso è di natura disarmantemente artigianale. Per espandere un po' i propri orizzonti e spaziare tra una scelta leggermente più ampia e qualitativamente superiore, utilizzo i siti ilnarratore.com oppure librivivi.com. Quest'ultimo offre contenuti un po' diversi dal solito, perché vi è una regia più presente con colonna sonora, effetti speciali e, spesso, più di un interprete. Il risultato è che ci si distacca dalla classica narrazione e l'audiolibro diventa puro intrattenimento. Non sempre questa seconda tipologia può far piacere ma, a seconda dei titoli, si trova sempre qualcosa di interessante tra l'uno e l'altro.

In effetti è proprio di questo che volevo parlarvi, perché in questi giorni si possono ottenere due favole gratuite in formato audiolibro in cambio di un "mi piace" sul sito librivivi.com. Inserendo anche i propri dati e segnalando cinque email di amici, se ne potrà scaricare un terzo più consistente: Canto di Natale di Charles Dickens.

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