Martedì è arrivato, con gli eventi di HTC e Canonical, che hanno presentato quanto ci si aspettava per la Rete. Iniziando dalla casa taiwanese, il keynote tenutosi in contemporanea tra New York e Londra ha visto il debutto ufficiale dell'HTC One, il nuovo top di gamma della società guidata da Peter Chou.

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Chassis interamente in alluminio, con alcuni elementi cromati e una forma che potrebbe ad alcuni ricordare l'iPhone 5 (l'accordo decennale di novembre sui brevetti dovrebbe in ogni caso garantire uno stato di quiete da parte di Apple) e il BlackBerry Z10, al suo interno troviamo un processore Qualcomm Snapdragon 600 quad-core da 1,7 GHz, appartenente alla gamma presentata al CES. Il quantitativo di RAM ammonta invece a 2 GB. Tra i punti di forza presentati da HTC vi è il display 4,7", a risoluzione 1080p, con particolare cura per la luminosità e la ricchezza di dettagli, stando alle prime impressioni a caldo della stampa specializzata.

Ulteriori sforzi sono stati profusi nella fotocamera da 4 Megapixel con sistema proprietario Ultrapixel: in questo caso, però, il pixel risulta "allargato" rispetto a un comune sensore, e questa estensione viene sfruttata per migliorare le performance in condizioni di scarsa luminosità, fino a tre volte meglio rispetto ai competitors. Non mancano stabilizzatore ottico basato su giroscopio, HDR sia per le foto che per i video (registrati a 1080p), e una particolare funzionalità chiamata HTC Zoe. Dietro a questo nome c'è una sorta di "burst mode". Prima di premere il pulsante di scatto, lo smartphone cattura già 5 fotogrammi; dopo la pressione, ne vengono registrati altri 15. Dal risultato è possibile scegliere gli istanti migliori oppure realizzare un'animazione, con un'opzione aggiuntiva per ricavare anche un video di 3 secondi assieme alle foto scattate. Gli utenti di Vine, il famoso servizio di video-sharing di Twitter con durata massima per i filmati molto limitata, potranno trovare in questo terminale opportunità molto divertenti per mettere a punto la propria creatività. La fotocamera frontale è da 2.1 Megapixel, anch'essa in grado di catturare video 1080p.

Sul fronte audio, l'HTC One include un set di altoparlanti stereo frontali, realizzato in collaborazione con Beats Audio e dotati di un nome dedicato: BoomSound. Lo spazio ad essi dedicato sul dispositivo, così come la realizzazione, li renderebbero infatti superiori a quanto offerto in altri flagship. Completano la dotazione su questo versante doppio microfono con riduzione del rumore e registrazione HDR. Sul fronte software troviamo Android 4.1.2 (aggiornabile in un momento successivo alla 4.2.2) con l'interfaccia proprietaria HTC Sense 5. Oltre a profondi ritocchi nell'interfaccia grafica, è stata introdotta la homescreen BlinkFeed, utilizzabile come aggregatore di contenuti di vario genere, inclusi quelli social. A monte delle capacità fotografiche dello smartphone, Sense 5 presenta una suite di fotoritocco più ricca rispetto alle precedenti versioni. Completano la dotazione un sensore IR per utilizzarlo come telecomando multimediale per la TV, Wi-Fi, Bluetooth 4.0, batteria non rimovibile da 2.300 mAh, NFC, GPS/GLONASS e connettività LTE. Le capacità sono di 32 e 64 GB. Per quanto riguarda la commercializzazione, sarà disponibile a partire da marzo, e la lista stilata da GSMArena rivela come tutti i 4 operatori italiani avranno il dispositivo nei loro listini. I prezzi nel Regno Unito per la versione SIM-free sembrano essere discreti: la versione da 32 GB potrà essere acquistata per 510 £, pari a circa 593 €.

Ma non è stata solo la giornata di HTC, come abbiamo detto ad inizio articolo. Sempre nella terra d'Albione, Mark Shuttleworth e la sua Canonical hanno presentato i propri piani per Ubuntu Tablet. Questa release condividerà gran parte delle funzionalità fondamentali con Ubuntu Phone, perciò rimandiamo all'articolo di gennaio per approfondimenti. Features specifiche di Ubuntu Tablet comprenderanno la multiutenza, recentemente introdotta in Android 4.2, e una modalità denominata Side Stage, che se nel concetto di partenza presenta similitudini con lo Snap di Windows 8, in realtà ha alcune differenze pratiche. Lo schermo viene suddiviso in due porzioni, la parte più larga con un'applicazione in formato tablet, l'altra con un'app in formato smartphone. Nell'immagine sottostante, ad esempio, si può vedere Google Docs in azione nella sezione più grande e una videochiamata in quella più piccola. A seconda delle necessità, le parti possono essere invertite.

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Ubuntu Tablet è pensato per prodotti tra i 7" e i 12", ma nelle intenzioni di Canonical può essere scalabile fino a 20". I dispositivi che lo preinstalleranno dovranno seguire precise condizioni per quel che riguarda la dotazione hardware essenziale: il minimo è rappresentato da un dual core ARM-Cortex A15 con 2 GB di RAM e 8 di archiviazione interna; per la fascia alta, però, si raccomandano un quad-core ARM o x86 con 4 GB di RAM. In quest'ultimo caso, potrà essere abilitata anche la modalità di convergenza presente anche su Ubuntu Phone; in presenza di una docking station e di mezzi di input tradizionali quali tastiera e mouse sarà attivata l'interfaccia Unity desktop con le funzionalità già conosciute sui PC dotati della famosa distribuzione Linux. Almeno per ora, l'approccio sarà alquanto soft: Nexus 7 e Nexus 10 saranno i primi a poter disporre di una build di anteprima a partire da giovedì, in contemporanea col primo rilascio di Ubuntu Phone per Galaxy Nexus e Nexus 4. Sempre il 21 febbraio verrà reso disponibile anche il codice sorgente. Per maggiori dettagli sull'introduzione commerciale occorrerà invece aspettare ancora del tempo.

Novità interessanti? Dal punto di vista hardware e software sì, entrambe le soluzioni hanno presentato alcuni punti alquanto curiosi di cui i concorrenti non dispongono oppure hanno in maniera differente e forse non altrettanto ben riuscita. Naturalmente, bisognerà attendere maggiori prove sul campo per farsi idee più precise sull'impatto che HTC tra gli smartphone e la nuova variante di Ubuntu tra i tablet avranno nel mercato.