In una serata indubbiamente dominata da un evento di maggiore risonanza, nel mondo tecnologico è avvenuto un importante avvicendamento. Dopo Forstall e Sinofsky, anche il terzo dei grandi lascia il suo ruolo. Andy Rubin, infatti, da oggi non è più a capo dello sviluppo di Android.

andyrubin

Dimentichiamoci dei tumulti che hanno accompagnato gli addii eccellenti in Apple e Microsoft dello scorso anno, però. Non solo Rubin ha lasciato il suo ruolo in ottimi rapporti con Page e il team, ma non ha alcuna intenzione di lasciare Google. Semplicemente si ricollocherà all'interno dell'azienda, pronto a supervisionare la prossima idea di successo dopo il robottino verde. In tanti sospettano il suo passaggio al cosiddetto "X-Lab", dove si starebbero sperimentando nuovi prodotti destinati a cambiare le carte in tavola nel settore in cui si inseriranno, come il chiacchierato smartphone successore dei Nexus su cui dovrebbe dare un contributo considerevole anche l'esperienza di Motorola. Questa, come altre, sono però congetture, prive per ora di qualsiasi conferma. Ma se davvero Rubin è destinato al laboratorio segreto di Google, è probabile che tale conferma non arriverà mai in modo troppo diretto.

Interessante è spostare il discorso sul successore, Sundar Pichai. Fino ad oggi leader per ciò che riguarda lo sviluppo di Chrome e Chrome OS, ora si ritroverà con la responsabilità ancor più importante di proseguire i successi finora conseguiti da Android. E non perderà la sua precedente carica, unificando così due regni finora rimasti piuttosto distinti all'interno dell'azienda. Una unione su cui abbiamo già provato a dire la nostra sul piano tecnico, anche in occasione dell'annuncio del Chromebook Pixel, e della quale personalmente sono sempre più convinto considerato quanto accaduto nelle ultime ore. Android ha bisogno di Chrome OS, Chrome OS ha bisogno di Android, per permettere alla società di Mountain View di dare battaglia a Microsoft sul terreno ad essa più caro: i PC. E potrebbe venire naturale pensare che questo passaggio di testimone sia l'inizio della fase più cruciale di una preparazione già in corso da tempo sotto tutti i punti di vista. Vedremo già i frutti a maggio al Google I/O, sold out proprio questo pomeriggio in meno di un'ora? Chissà. In ogni caso, il dubbio sembra risiedere quasi solamente nel "quando".