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Steve Jobs è noto per aver anticipato i tempi in numerose occasioni, dimostrandosi precursore di tendenze nel campo tecnologico e sociale. È stato lui ad identificare con il termine guerra termonucleare l'attività belligerante che avrebbe caratterizzato Apple in questi anni con Android nel mirino. Android che vuol dire Google ma anche Samsung e le due appaiono sempre più destinate ad uno scontro nello scontro.

In questo settore dagli interessi multimiliardari le alleanze nascono, si consumano e si trasformano in baruffa nell'arco di pochi mesi. Apple deve sicuramente qualcosa a Google per l'integrazione nativa dei suoi servizi nel primo iPhone, elemento che ha senza dubbio costituito una marcia in più rispetto l'offerta del tempo. Di contro la nascita di Android ha segnato il primo atto di quella guerra che si protrae ancora oggi, si manifesta in modo non sempre palese ma di certo Apple farebbe volentieri a meno di Google e lo ha dimostrato anche con iOS6 e l'abbandono di Maps e YouTube.

Google deve quasi esclusivamente a Samsung la supremazia del proprio OS nel mondo degli smartphone. Alla fine il reale predominio è dell'azienda coreana che ormai fa di tutto per limitare l'esibizione del sistema operativo che potrebbe, da un giorno all'altro, essere sostituito con un proprio fork di Android salutando Google ed il suo Play Store. L'azienda statunitense, dal suo canto, sembra in procinto di mettere finalmente a frutto l'acquisto di Motorola e chissà che i prossimi Nexus non segnino la svolta definitiva con un sonoro saluto per Samsung, Asus, LG and company. Anche qui si gioca su un terreno delicato, in equilibrio tra interessi e mediazione, tra apparenza e realtà.

È a tutti gli effetti una guerra fredda che non conosce confini geografici ed aziendali, tutti disposti a collaborare per il proprio tornaconto immediato e a stringere accordi e partnership per poi ricamare una più compressa tela dietro le quinte.

Microsoft non è più il rivale per eccellenza e non certamente per Apple. Ormai sembra quasi un gigante buono che prosegue per la sua strada senza suscitare o istigare volutamente le attenzioni della concorrenza. Rimane un'ancestrale rivalità di cuore tra Windows e Mac OS X che scalda ogni articolo sull'argomento, però è da tempo che i due evitano lo scontro aperto e si sono anche alleati in tribunale contro Google in varie dispute sui brevetti. Lo scacchiere è in continua evoluzione e le vede comunque in contrapposizione ma il nemico arriva dall'oriente, almeno per Apple.

Samsung non è più solo una spina nel fianco quando si parla di smartphone e tablet, è una dura realtà che si dovrà prima o poi ammettere. Leggiamo statistiche aggiornate che ci dicono che Android è il sistema operativo più diffuso, iPhone lo smartphone più venduto, Samsung l'azienda con la quota di mercato più grande, ecc.. informazioni che in alcuni casi sembrano anche contrarie a quelle del giorno prima, ma poco importa, il succo è che la coreana ormai fa paura. Questo non significa che i suoi prodotti siano migliori o peggiori, lascio a voi lettori la decisione, ma di certo non è più una pallida ombra, ha acquisito tanta e tale consistenza che oggi fa ombra a sua volta.

 

La soluzione per Apple è quella di continuare a far bene, di stimolare il confronto, quando necessario, ma di pensare più che altro all'evoluzione della propria piattaforma. Ingaggiare una sfida commerciale a viso aperto sarebbe solo la consacrazione dell'importanza che Samsung ha acquisito negli ultimi anni. Ma con tutta questa rivalità che cresce e si gonfia a vista d'occhio, dipendere anche dalla produzione della coreana non è una bella cosa, né in termini economico-strategici che d'immagine. È da tempo che Apple cerca di limitare l'acquisto di componenti realizzati da Samsung, la quale è stata tra le principali fornitrici sia per i Mac che per gli iDevice. Piano piano il momento in cui il marchio delle tre stelle sparirà dalla produzione Apple si avvicina ma non è detto che questo sia un bene per gli utenti. Per le memorie ed i processori non dovrebbe essere un grande problema, perché ci sono molte realtà pronte a sopperire, già allertate ed interessate da Cupertino. Sarà da vedere se riusciranno a sopperire ai volumi di cui è capace il colosso coreano e se ne eguaglieranno la qualità. Ricordo il caso, ora risolto, dei primi SSD SanDisk che facevano "rumoreggiare" troppo le ventole dei MacBook Pro Retina. Lo stesso portatile solleva ulteriori dubbi riguardo i display, dal momento i pannelli di LG hanno dimostrato di essere nettamente inferiori a quelli di Samsung, presentando maggiori difetti di ritenzione a parità di specifiche.

I Mac sono, comunque, poca cosa. In termini prettamente numerici il grosso della produzione è relativa ad iPhone ed iPad e sembra che anche in questo settore l'abbandono di Samsung sia alle porte. Secondo digitimes Apple avrebbe già inviato le richieste di quotazioni per i display di iPad ed iPad mini relativi al 2013 ad LG, Sharp, Japan Display e AU Optronics (AUO) ma non a Samsung. La corda è sempre più tesa e la rottura potrebbe essere definitiva nel 2014.