Quando un nuovo prodotto si affaccia nel mercato e l'interesse dei media è elevato, è facile che da una minuscola informazione venga fuori la "notizia" di un successo o di un fallimento. Tutti vogliono essere quelli che avevano anticipato il futuro del prodotto e state pur certi che più di uno dirà, in seguito, lo avevo detto.

In queste settimane dopo la commercializzazione del BlackBerry Z10, ho sentito dati di vendita deludenti contrapposti a toni trionfalistici. Poco più di 10 giorni fa certi analisti lo davano per spacciato e proiettando i primi numeri hanno previsto la vendita di 300 mila esemplari nel primo quadrimestre del 2013, mentre BlackBerry (ex RIM) spera di raggiungerne un milione. A frenare le vendite c'è stata anche la ridotta quantità di smartphone disponibili, gli store fisici ne avevano 5 o 6 ed è andato facilmente sold out.

Le prime recensioni degli addetti ai lavori hanno confermato un destino incerto per lo Z10. Buono il sistema operativo su base QNX, con qualcosa da affinare ma comunque nuovo ed efficace, ottima la tastiera per dimensioni e funzionalità, pessima la batteria. Oltre ad un hardware ben equilibrato e ad un bel display da 4,2" con 1280 x 768 pixel, è proprio l'autonomia ad aver sollevato non poche critiche. Qualcuno non arriva alle 4 del pomeriggio con uso intenso, altri raggiungono la sera ma sempre un po' a fatica. Discorsi che abbiamo già sentito con numerosi modelli di iPhone, reali ma dipendenti dal tipo di utilizzo e spesso nettamente migliorati con nuovi firmware. Sempre parlando di iPhone ci sono stati aggiornamenti di iOS che rendevano improvvisamente pessima l'autonomia, per cui è anche possibile che questo tallone d'Achille possa essere parzialmente dimenticato con futuri firmare di BlackBerry 10. Dopotutto è un OS ancora non del tutto maturo dal momento che le prove importanti si hanno solo in occasione di un'ampia diffusione.

blackberry

Con un prezzo di lancio di circa 699€ si è posizionato nella fascia alta del mercato. Un prezzo analogo in USA non è altrettanto "importante" poiché lì la vendita avviene quasi esclusivamente in abbonamento, mentre da noi questa tendenza ha iniziato a prendere piede molto più tardi. Chi ha già un contratto in essere dovrà attendere e per i nuovi clienti non è facile richiedere un salto di fiducia, con impegno per 24 o 30 mesi, su uno Smartphone totalmente nuovo, OS compreso. Pur ammirando BlackBerry ed apprezzando il lavoro fatto fin qui, si sa che Z10 e Q10 rappresentano un ultima spiaggia e se la risposta di utenti, aziende e softwarehouse non sarà all'altezza, è facile che ci ritrovi con un terminale potenzialmente ottimo ma abbandonato sul piano dell'OS e delle applicazioni. Tuttavia è difficile pensare che il core business di BlackBerry legato alla sicurezza ed all'efficienza dei servizi email possa semplicemente chiudere. Non ci sono dubbi che l'azienda farà il possibile per gettare le basi di una rinascita che, seppur di nicchia, continui a coltivare efficientemente il proprio fruttuoso orticello.

Positiva la notizia di ieri che il governo tedesco ha scelto lo Z10 per la sua sicurezza e lo fornirà a circa la metà dei 10.000 membri. Possibile che il loro smartphone si spenga alle 16.00? BlackBerry ha 5.000 ragioni in più per ottimizzare il suo OS e cercare di tamponare una delle poche critiche oggettive che gli si possono muovere, mentre oggi il prezzo più basso in Italia è di 599€ e ciò lascia maggiori possibilità anche a chi desidera acquistarlo senza dover sottoscrivere un lungo abbonamento.