Mi sembra di aver già visto lo spettacolo che sta andando in onda. Quando? La mia memoria va a settembre scorso, a pochissimi giorni dal rilascio della versione definitiva di iOS 6 con la nuova app proprietaria Mappe. Google Maps riportata come pronta, Eric Schmidt che rimandava ad Apple per l'eventuale approvazione, smentite da Cupertino a stretto giro di posta. Ed ecco che la storia si sta ripetendo, stavolta per Google Now.

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Dell'esistenza, almeno all'interno dei laboratori di Mountain View, di una versione funzionante dell'assistente virtuale made in BigG ci sono pochi dubbi, complice il sospetto leak di un video promozionale su YouTube, rimosso in seguito alla scoperta ma comunque rimasto sufficientemente a lungo affinché fosse esportato su altre piattaforme di condivisione. E anche Eric Schmidt, durante il suo discorso al Big Tent Summit che si svolge in India, l'ha confermato. La palla, a questo punto, è stata però rimbalzata ad Apple: il prodotto è pronto, aspetta di essere approvato sull'App Store e considerate le regole vigenti è passibile di rigetto, secondo il presidente esecutivo di Google. Peccato che la smentita da Cupertino sia arrivata pressoché immediatamente. Nulla di nuovo ci è pervenuto da approvare da parte loro, ha riferito un portavoce a CNET. Ed ecco, dunque, che siamo sostanzialmente al sequel del caso Maps, cambia il protagonista ma non la sceneggiatura.

Chi è, dunque, a non raccontarcela giusta? Nessuna ed entrambe allo stesso tempo, probabilmente. Se Google Now seguirà lo stesso sviluppo avuto su Android, si tratterà di un aggiornamento dell'app Ricerca, disponibile anche per iOS. Considerata la smentita di Apple, è plausibile pensare che ci stiano ancora lavorando in modo da essere il più pronti possibile quando sarà tempo di rilasciarlo, preferendo nel frattempo intrattenere con una sorta di teaser in cui viene coinvolta direttamente la stessa azienda di One Infinite Loop, per darle un chiaro avviso di quanto è in arrivo. E qui si passa a guardare dal punto di vista di Cook e soci: se da un lato è alquanto improbabile si faccia un completo ostracismo, accontentando così gli utenti che desiderano provarla anche su iOS ed evitando di trasformarla in una questione quasi politica, dall'altro Google Now è un concorrente di Siri; avendo visto le difficoltà con cui la loro soluzione si è scontrata nel corso di questi 2 anni (uno dei motivi per cui Forstall è stato "esonerato"), le intenzioni di dare un altro assist dopo quello di Maps saranno ben poche. E quando l'aggiornamento di Ricerca Google sarà sottoposto davvero per l'approvazione è altamente probabile che cercheranno di trattenerlo nella sala d'attesa virtuale il più a lungo possibile, magari dando il via libera solo a ridosso del WWDC, durante il quale Apple potrebbe presentare una iterazione adeguatamente perfezionata di Siri al punto da ridimensionare drasticamente l'interesse e le aspettative verso la proposta rivale.

In ogni caso, anche stavolta il finale sembra essere già scritto. Un finale positivo per tutti, se si avrà la pazienza di seguire la vicenda fino alla fine.