Il fatto è ormai noto da alcuni giorni: il giudice inglese Sir Robin Jacob parlerà per Samsung, in qualità di esperto sui brevetti, in una delle tante schermaglie legali tra i colossi dell'elettronica. No, non c'è Apple dall'altra parte, questa volta è stata Ericsson a dar battaglia. La cosa curiosa, per così dire, è che lo stesso giudice lo abbiamo già conosciuto alcuni mesi fa, anche se il nome non vi dice nulla la storia la ricorderete senz'altro.

Ci fu una delle tante cause tra Apple e Samsung in cui l'oggetto del contendere era la presunta violazione dei brevetti relativi all'iPad nel Galaxy Tab. Il giudice Colin Birss sentenziò a favore della coreana perché anche se questa aveva utilizzato uno stile molto vicino a quello del tablet Apple, il risultato non era ugualmente cool. Questo l'esatto aggettivo usato, presumibilmente per significare le differenze in termini di materiali, finiture e qualità percepita. Alla luce di ciò Apple ha pensato di sfruttare quelle stesse parole in un comunicato stampa, consapevole che l'immagine di Samsung ne usciva fortemente lesa, forse ancor più che con una sconfitta legale. Il messaggio suonava grosso modo così, miscelando parole scritte ed altre percepite: ci hanno copiato, certo, ma il giudice ha dichiarato che neanche in questo sono stati bravi, tant'è che il risultato non entra neanche in competizione nel nostro stesso mercato perché non è altrettanto figo.

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Proprio a questo punto entra in gioco Sir Robin Jacob che obbliga Apple a correggere la sua dichiarazione. Le parole usate nel comunicato rispecchiavano quelle effettivamente espresse del giudice Birss ma a Jacob non è piaciuto che queste fossero sfruttate da Apple per ribaltare, anche se sul piano del marketing, l'esito della causa. In effetti da una sconfitta in tribunale i furbetti di Cupertino erano riusciti ad ottenere una vera perla in termini di immagine e questo poteva non essere in linea con le intenzioni originali di Birss. Ogni spettatore avrà il diritto di avere una propria opinione in merito ma la legge, nella persona di Sir Robin Jacob, ha costretto Apple a correggere il proprio comunicato, esprimendosi a favore di Samsung. È proprio la natura di questa sentenza, che potremmo definire come un'interpretazione seppur legittima, che stride con la comparizione dello stesso giudice in qualità di esperto che sosterrà la tesi di Samsung in un'altra causa. Tutto sempre legittimamente, per carità, ha certamente i titoli per farlo e non ci sono motivi per non rispettare il suo ruolo super partes ma così, per gioco, tra di noi, proviamo a proiettare una situazione analoga in Italia.

Immaginate che il giudice A si esprima a favore di B contro C – le lettere sono evidentemente sequenziali, non pensate che quella al centro indichi un certo politico. Che effetto avrebbe sulla stampa, sulle tv e sull'opinione pubblica in generale, vedere lo stesso giudice A chiamato poi a testimoniare da B per avvalorare la propria tesi in un'altra causa? Sicuramente siamo noi che ormai vediamo il marcio ovunque, magari né A e né B meriterebbero di essere considerati come parte di un inciucio all'italiana, però non ho molti dubbi che sarebbe stata interpretata così nello stivale. Resta da capire se siamo davvero noi ad essere troppo prevenuti, forzatamente abituati all'inganno, al potere dei potenti ed alla vendibilità dell'anima. Magari nel Regno Unito sono sinceramente candidi e incorruttibili e nella popolazione non è in voga la stessa diffidenza che hanno gli italiani verso ogni cosa, in particolare per tutte le forme di lobbismo.

O magari no e, in fondo, tutto il mondo è paese.