C'è un limite alla crescita della famiglia Galaxy? Non sembra, né per numero di dispositivi né per dimensioni. E chi pensava che il Note II fosse il confine ultimo tra smartphone e tablet (non a caso si parla di phablet, fusione dei due termini), dovrà ricredersi di fronte ai Galaxy Mega.

samsunggalaxymega63

L'azienda coreana non si è accontentata di aggiungere un solo dispositivo alla già nutrita gamma, ma ne ha introdotti ben due. Il Mega 6.3, mostrato qui sopra, è il prodotto di punta della nuova categoria e dispone di schermo da 6,3" come anticipato nel nome stesso, a risoluzione 720p. All'interno troviamo un processore dual-core da 1,7 GHz (presumibilmente un Exynos 5 Dual della stessa Samsung), affiancato da uno spazio di archiviazione fino a 16 GB. Sul fronte connettività è provvisto di LTE, Wi-Fi 802.11ac e Bluetooth 4.0, mentre il comparto energetico viene affidato a una batteria almeno sulla carta poderosa da 3200 mAh. Il fratello "minore", Mega 5.8, deve accontentarsi di un display 960x540, di un processore (sempre dual-core) da 1,4 GHz e dell'HSPA+ come velocità limite di connessione su reti mobili; lo storage interno massimo è dimezzato e anche la batteria scende a 2600 mAh. In comune tra i due modelli troviamo 1,5 GB di RAM, doppia fotocamera con 8 Megapixel per la posteriore e 1 per quella frontale, sensore IR e slot microSD. Il sistema operativo preinstallato è Android 4.2 con l'interfaccia grafica proprietaria TouchWiz.

Dalle caratteristiche, schermi a parte, non ci troviamo davanti a veri e propri top di gamma, perciò non dovrebbero causare troppi problemi né al Note II né all'S4. Il lancio è previsto in Europa tra maggio e giugno, con un unico prezzo al momento noto che è quello per il Mega 6.3 sul mercato olandese riportato da Sammy Hub, 599 €. Le prime impressioni di chi ha potuto provare unità di pre-produzione, come i ragazzi di Ubergizmo, sono molto positive e fanno ben sperare Samsung per il successo dei prodotti. Una delle tante soluzioni al senso di crisi? Se funziona, perché no. Anche se si fa fatica a immaginarsi qualcuno usare quotidianamente dispositivi del genere come telefoni cellulari, dopo che ci siamo da poco abituati a farlo coi Note. Speriamo che questa serie di ingrandimenti sia destinata quantomeno a rallentare, altrimenti tra qualche anno rischiamo di ritrovarci ad appoggiare all'orecchio direttamente l'iPad...