Può un'azienda nel pieno del suo splendore, in crescita continua, con una presenza sempre più massiccia nel mercato, sentirsi in crisi? Per Samsung sembra di sì. O quantomeno, è ciò che sente il suo presidente Lee Kun-hee, ritornato alla guida dell'azienda sudcoreana dopo un trimestre sabbatico trascorso tra Giappone e Hawaii, probabilmente proprio per riflettere sui passi futuri del gigante dell'elettronica.

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Un ritorno che, a conti fatti, dovrebbe portargli gioia, visti i recenti risultati finanziari, davvero ottimi. Una crescita del 53% rispetto all'anno precedente è un risultato raggiungibile da pochi e invidiabile da molti. Nel frattempo, la forza tecnologica di Samsung ha mostrato nuovamente i suoi muscoli con il Galaxy S4, cercando anche nuove vie per differenziarsi sempre più dagli altri dispositivi Android, come testimonia tra le altre la nuova collaborazione con Mozilla per il motore di rendering Servo. Invece Lee sembra più preoccupato rispetto a quando era partito, determinato a risolvere situazioni che nel lungo termine rischiano di minare le solide fondamenta. La prima sembrerebbe essere l'ormai annosa e sfiancante querelle con Apple, che non ha portato alcun beneficio tangibile se non quello di ritrovarsi una pesante sentenza a livello monetario. Potrebbe riaprirsi quindi (ma non ci crediamo molto) un tavolo di pace tra le due contendenti, volto a far ritornare la sfida nei laboratori e fuori dalle aule di tribunale. In secondo luogo, il settore mobile così trascinante risulterebbe allo stesso tempo la delizia e la croce del gruppo, una dipendenza pericolosa che può indebolirla in periodi meno brillanti dal punto di vista innovativo e commerciale; perciò tra le opzioni allo studio vi sarebbe anche un piano per riequilibrare maggiormente tra loro le varie divisioni.

Il significato del "senso di crisi" di Samsung, però, non va letto solo come presenza di problematiche da risolvere. Nella seconda parte delle sue dichiarazioni rilasciate ai giornalisti presenti all'aeroporto di Seoul, viene espresso più chiaramente ciò che si aspetta dall'azienda: lottare per andare sempre più forte e studiare costantemente nuove idee di successo. Un concetto che, alla fine, dovrebbe essere alla base di qualsiasi società. Stare in allerta, costantemente sotto esame, spinti a fare meglio anche quando sembra di aver raggiunto l'apice. Questo è il senso di crisi indicato da Lee Kun-hee, nell'ottica delle possibili riorganizzazioni. Una linea che dovrebbe garantire alla creatura nelle sue mani un futuro roseo e profittevole, con ripercussioni positive per l'intera industria high-tech. Una Samsung migliore, alla fine, potrebbe portare per effetto della concorrenza anche ad una Apple migliore. Stando alle indiscrezioni non ci vorrà molto per saperne di più.