Molti fotografi utilizzano già iPad nel proprio workflow lavorativo. C'è chi lo impiega per mostrare le fotografie ai clienti, chi per un rapida preview dello shooting direttamente sul campo e finanche chi ci controlla completamente la reflex in remoto, sia tramite gli strumenti nativi che con alcuni esterni, come l'ottimo CamRanger che sto testando in questi giorni. Ma per quanto l'iPad sia uno strumento in grado di avvicinarsi di più all'utente rispetto ad un tradizionale computer, e che quindi potrebbe stimolare maggiormente le capacità creative con un approccio manuale, non possiede ancora le giuste armi per poter rivendicare un posto di diritto nella lavorazione professionale delle fotografie.

In realtà esistono già numerosi strumenti per la lavorazione delle immagini, non solo iPhoto per iOS o le tante app per effettistica come Snapseed, ma addirittura Photoshop Touch per iPad, da poco disponibile anche in una versione ridotta per iPhone. Tutte queste applicazioni, però, lavorano le fotografie in JPG. Anche quelle che, come iPhoto per iOS, riescono a leggere i file RAW non fanno altro che convertirli in linea per poi intervenire sul JPG sviluppato con parametri base, andando ad annullare la maggior parte dei vantaggi del file grezzo.

Chiunque lavori con software di post produzione fotografica come Aperture o Lightroom avrà notato che questi richiedono ingenti risorse hardware, specie se gli si danno in pasto file RAW di fotocamere moderne e piene zeppe di megapixel. Questo genere di potenza computazionale inizia però ad intravedersi anche nei dispositivi mobili che, quanto prima, saranno in grado di portare a termine questi compiti senza troppe difficoltà. In Adobe stanno tenendo d'occhio questa evoluzione e nell'ultima puntata di The Grid, talk show condotto da Scott Kelby & Matt Kloskowski disponibile in podcast, il product manager Adobe per Lightroom, Tom Hogarty, ha mostrato alcune schermate di una rudimentale app per la gestione dei RAW su iPad.

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Siamo ancora lontani dal poter immaginare una versione di Lightroom completamente funzionante su iPad, tuttavia l'obiettivo a lungo termine sembra essere quello. Il prototipo è in grado di modificare foto in formato RAW utilizzando il modulo di sviluppo di Adobe, intervenendo su alcuni parametri come esposizione, chiarezza, ombre, luci e bilanciamento del bianco. Riesce inoltre a zoomare fino al 100% le fotografie da 36 megapixel di una Nikon D800 su un iPad di seconda generazione.

La velocità e la ristrettezza di funzioni sono ancora un grande problema, specie perché le aspettative della comunità di fotografi ed utenti Adobe è molto esigente, ha aggiunto Hogarty. Tuttavia fa piacere che l'azienda si sia già messa all'opera per tempo, così da essere già pronta non appena l'hardware consentirà di ottenere funzionalità e prestazioni accettabili. Alla luce di queste nuove informazioni, la Smart Preview inclusa in Lightroom 5 (attualmente in beta) acquisisce tutto un altro significato. È possibile, infatti, che gli sforzi profusi per realizzare un modulo di sviluppo che lavori su una versione ridotta del RAW, siano correlati al lavoro in parallelo su iOS. Grazie a questo nuovo approccio le operazioni di modifica generano delle preview quasi istantanee su computer e questo apre nuove possibilità per rendere il lavoro sui RAW più fluido anche su dispositivi meno potenti come iPad.