Di norma un post del genere l'avrei fatto nel weekend a ridosso dell'evento o direttamente la sera prima, ma vista l'assenza ormai prossima si anticipa di qualche giorno il classico "ricapitolando", questa volta relativo al Google I/O. Al Moscone Center, meta classica dell'Apple WWDC e scelta peraltro pure da Microsoft per la conferenza BUILD, l'azienda di Mountain View si prepara a svelare le novità che ci accompagneranno nel corso dei prossimi mesi e che potrebbero anticiparne altre per la seconda metà dell'anno. Vediamo quali potrebbero essere i temi caldi nel keynote di apertura del 14 maggio, a cui seguirà un nutrito numero di sessioni.

googleio2013

Android 4.3 o 5.0?

Riguardo la versione di Android che sarà presentata all'I/O, per un buon periodo non sembravano esserci dubbi sull'arrivo di 5.0 Key Lime Pie. Qualche settimana fa, però, hanno iniziato ad apparire con insistenza rumors relativi a un altro rilascio della serie Jelly Bean, la 4.3, corroborato da ulteriori verifiche di Android Police. Tra le motivazioni principali, la volontà di prendersi un po' più di tempo per raffinare la futura major release e soprattutto far rifiatare i produttori di smartphone, in molti casi ancora impegnati nel processo di portare le parti più importanti della propria gamma alla 4.2.2, se non addirittura alla precedente 4.1.2 (un caso di cui sono stato testimone diretto, ad esempio, è il Galaxy S II, il cui rollout della 4.1.2 è in corso da febbraio e tuttora lungi dall'essersi concluso, vista la necessità di ogni singolo operatore telefonico di testarlo; il mio terminale, non essendo italiano, ha ricevuto solo ieri l'aggiornamento OTA).

Per come la vedo, però, la 4.3 potrebbe aprire anche un'altra possibilità: che risulti implicita conferma di rumors risalenti a molti mesi fa in cui Key Lime Pie risultava prerogativa dei terminali quad-core. Ciò avrebbe riscontri pure nella probabile roadmap di Samsung, che prevede la 4.2.2 come versione finale di molti prodotti anche di recente fattura, come l'S III mini e l'S II Plus, tutti dual-core. Dall'altro lato, gli S III, S4 e i Note II, così come altri terminali con processore a 4 nuclei, avranno l'aggiornamento alla 5.0. Considerate le tempistiche abbastanza lunghe negli aggiornamenti, non solo di Samsung ma anche degli altri OEM, Android 4.3 sarebbe un possibile "premio di consolazione" per gli smartphone che non potranno beneficiare dello step successivo, tra i quali rientrerebbe il Galaxy Nexus qualora il rumor-ipotesi si confermasse.

Cosa conterrà questa terza iterazione di Jelly Bean? Non ci è dato saperlo, e al momento neanche immaginarlo. Nel trio di testa, Android è il sistema che ha meno mancanze e necessità di profondi rinnovamenti. Il fatto di essere un rilascio minore potrebbe significare che il meglio delle nuove features sarà tenuto in caldo per Key Lime Pie. Non sono da escludere sorprese, del resto la 4.2 ha portato la multiutenza sui tablet. Lasciamo a Google il compito di chiarirci le idee.

Babel/Hangouts

Apriamo il menu di un tipico smartphone Android: nel 90% dei casi troviamo Messaggi, Messenger e Talk. Se fossimo negli USA, troveremmo pure Google Voice che oltre alle funzioni vocali supporta pure le chat testuali. 4 applicazioni di cui almeno due sembrano essere ridondanti, con margine di manovra per eliminarne pure una terza. Per questo Larry Page e soci stanno lavorando ormai da diverso tempo su una soluzione quasi unificata, chiamata per diverso tempo Babel e forse destinata ad assumere il nome di Hangouts come una funzionalità di Google+ che potrebbe effettivamente avere punti in comune. Nelle intenzioni, Hangouts dovrebbe essere la risposta effettiva ad iMessage e WhatsApp, con un approccio multi-piattaforma e sincronizzato sui diversi dispositivi su cui viene installato. La lista dovrebbe comprendere, oltre ad Android, anche Chrome e iOS, nonché ulteriori espansioni nei servizi online di Google come GMail e Drive. Almeno inizialmente dovrebbe accomunare la messaggistica di Messenger e Google Talk con le video-chat dell'attuale Hangouts, per poi inglobare al suo interno le funzionalità di Voice. Destinati a rimanere fuori, invece, SMS e MMS che continueranno ad avere applicazione dedicata. Si prospetta quindi una soluzione più o meno a tutto tondo, che rischia di rendere la vita difficile soprattutto all'analogo servizio Apple, limitato come ben sappiamo all'ecosistema iOS/OS X.

Divagando in parte, ne approfitto per quella che non è tanto un'ipotesi, quanto una speranza: che Google prenda a cuore anche la parte email di Android. Sono presenti un client generico e GMail, due applicazioni che potrebbero essere tranquillamente fuse in una sola per funzionare alla grande sia col servizio di posta di casa che con quelli concorrenti. La situazione attuale invece vede GMail decisamente meglio messa rispetto all'altra. Ciò che spero è di vedere prima o poi i frutti dell'acquisizione di Sparrow, del suo codice e del suo team, anche per risolvere la sua situazione di "stato vegetativo" sull'App Store (da notare come sia rimasta a pagamento, contrariamente a Snapseed che col cambio di padrone e il rallentamento dei nuovi rilasci è diventata gratuita).

Game Center targato Google

A volte, le rivelazioni arrivano proprio da dove meno ce le si aspetta. È il caso dell'app MyGlass, creata come una sorta di plug-in su smartphone per la gestione dei nuovi Google Glass. All'interno dell'APK Android Police ha trovato diversi riferimenti a un Game Center made in Mountain View. Non sembrerebbe mancargli nulla: multiplayer sia in tempo reale che a turni, chat durante il gioco, obiettivi da raggiungere, inviti, gruppi e altro ancora. E il fatto che le sessioni dedicate all'aspetto ludico non siano poche fa ben sperare.

Google Now su desktop

Non abbiamo appena finito di scoprire cosa può fare Google Now su iOS (anche sulla batteria, purtroppo) che già si parla della prossima frontiera: lo sbarco sui computer. A dire il vero, qua e là i rumors su un'integrazione di Now in Chrome sono stati piuttosto frequenti, ma si parlava principalmente di Chrome OS e non del browser per gli altri sistemi operativi. I lavori sembrano comunque procedere, pari passo con un sistema di notifiche. Potrebbe essere presentata una versione in fase di sviluppo, rimandando il rilascio pubblico in un momento successivo. Nel frattempo, nuove funzionalità sembrerebbero previste per il servizio principale, una delle quali anticipata nello stesso rumor su Hangouts, ossia il salvataggio di promemoria vocali e geo-localizzati (es. "Ricordami di inviare una email a Maurizio quando sarò in ufficio"). Questa è una capacità già presente da diverso tempo in Siri, perciò Google risulta qui essere in ritardo. Poiché però gli sforzi profusi non dovrebbero limitarsi a ciò, è lecito aspettarsi che a breve Now alzi l'asticella per ciò che riguarda il livello delle assistenti virtuali.

Google Maps

Si tratta di una "ultim'ora": le mappe di Google cambieranno interfaccia. Il nuovo aspetto non dovrebbe far più uso della sidebar a sinistra per indicazioni e risultati delle ricerche, puntando invece su un layout più semplice con card simili a quelle utilizzate da Now. Da quel che si vede, non dovrebbe mancare una profonda integrazione con Google+, che accomuna ormai quasi tutti i servizi online di Mountain View. Non è detto il rilascio in concomitanza con l'I/O, ma il trapelare proprio in questi giorni suona più che una coincidenza.

Chrome e Chrome OS

Per Chrome, il futuro è Blink: il fork di WebKit sta iniziando a prendere forma e qualche primissimo effetto concreto inizieremo a vederlo dalla versione 28 del browser. Tuttavia, l'impatto del nuovo motore di rendering sarà sul lungo termine e allo stato attuale delle cose non bisogna aspettarsi differenze eclatanti rispetto al "vecchio corso". Intanto, il sistema operativo, oltre a prepararsi ad accogliere Hangouts e Now di cui abbiamo già parlato poco sopra, prosegue nella sua lenta ma costante crescita a livello funzionale. Le Packaged Apps recentemente introdotte nel ramo di sviluppo Dev sono un passo molto importante, in quanto rendono le applicazioni Web pressoché indipendenti da Chrome stesso: pur sviluppate con HTML5, JavaScript e le tecnologie finora conosciute per questa tipologia di programmi, queste presentano un aspetto più nativo nel contesto del sistema operativo e sono in grado di sfruttarne meglio le funzionalità, incluso l'interfacciamento diretto con l'hardware. Fusione con Android? Benché personalmente sia convinto dell'eventualità, quantomeno su un piano tecnico, non sembra essere nei piani di questo I/O. Mai dire mai, comunque.

Varie ed eventuali per il software

I Google Glass sono da poco nelle mani degli sviluppatori, a cui per ora sono principalmente destinati, e l'attenzione nella conferenza sarà sicuramente alta. Tuttavia, la loro presenza dovrebbe essere più nelle singole sessioni che nel keynote di apertura; del resto, hanno già avuto eventi dedicati. Più interessante il discorso su Google TV, la sinora poco fortunata piattaforma per televisori smart: il titolo dell'apposita sessione recita "Android, visto in TV". Insieme alla sua descrizione, viene da pensare a un allineamento tecnico con la piattaforma per smartphone e tablet, che possa consentire alle software house di creare applicazioni in grado di adattarsi anche all'utilizzo sugli schermi televisivi. Per concludere, a breve il robottino verde dovrebbe raggiungere iOS su uno degli ambiti in cui è ancora rimasto indietro, quello relativo al suono. Nelle sessioni si parla infatti di audio a bassa latenza, che dovrebbe consentire non solo una migliore qualità e fluidità nella riproduzione di effetti sonori nelle applicazioni, ma anche e soprattutto una presenza più cospicua di strumenti per la produzione audio, ambito in cui iPhone e iPad sono risultati quasi una scelta obbligata.

Hardware?

Il Google I/O non dovrebbe portare grandi rivoluzioni, da questo punto di vista. Si parla di un Nexus 4 LTE con 32 GB di spazio d'archiviazione e di un nuovo Nexus 7 con display ad alta risoluzione e processore Cortex-A15; a riguardo, Qualcomm e Samsung sembrerebbero avere i favori del pronostico rispetto a nVidia. Il nuovo smartphone Nexus e il tablet da 10" uscirebbero invece in autunno, in concomitanza con Key Lime Pie. Un possibile ritorno? Il Nexus Q. Infelice mezzo set-top-box, finito nel dimenticatoio poco dopo la presentazione all'I/O 2012, potrebbe essere ripescato con un'anima ludica. Almeno stando alle fonti di Droid-Life. Abbiamo scritto più volte riguardo l'Apple TV di come avrebbe interessanti potenzialità come console per il casual gaming. Google potrebbe essere più vicina a questo obiettivo, con un'occasione persa almeno inizialmente per l'azienda di Cupertino.

Chiudiamo qui questo grande grosso excursus sull'I/O 2013. Manca meno di una settimana e finalmente non ci saranno più segreti. Naturalmente, seguiremo l'evento qui su SaggiaMente (anche se non io personalmente, dal momento che sarò in viaggio) con grande interesse, come in ogni grande evento di Apple, Google e altre.