La guerra aperta tra Apple e Samsung prosegue senza esclusione di colpi. Quasi ormai come un rito, al rilascio di un prodotto di punta da parte di una delle due, l'altra attacca con nuove denunce per brevetti. Il nuovo obiettivo, com'era facile ipotizzare, è stato il Galaxy S4, ma non solo.

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Rispetto ad altre volte, bisogna notare che il totale di infrazioni rilevate da Apple è minore rispetto al passato (ma è probabilmente dovuto anche al fatto che praticamente è stato denunciato quasi tutto il denunciabile, riguardo l'intera serie Galaxy). 5 brevetti coinvolti, due su Siri, uno sull'interfaccia grafica, uno sull'esecuzione di un'azione su una struttura di dati generata dal dispositivo e l'ultimo sullo scambio asincrono di dati tra diversi device. Con queste citazioni, l'S4 si aggiunge al già nutrito numero di smartphone e tablet oggetto di quella che potremmo definire una guerra mondiale tra le ex-partner. Del resto, era solo questione di poco tempo, dal momento che il reparto legale di Cupertino era già al lavoro. Per un prodotto che entra nella lista, però, un'altro ne dovrà uscire secondo le indicazioni della corte californiana presso cui si dibatte il caso principale: presumibilmente Apple deciderà di mollare il colpo su un Galaxy vecchio o di secondo piano.

Come abbiamo scritto a inizio articolo, però, c'è un imputato speciale: Google Now è infatti menzionato nelle mozioni relative ai brevetti su Siri. Non si tratta della prima volta in cui Android e i servizi ad esso correlati finiscono coinvolti nella vicenda Apple-Samsung; del resto, l'obiettivo principale è proprio quello di colpire il sistema operativo di Mountain View attraverso il suo più grande OEM. A dipanare la matassa non ci penserà l'ormai nota Lucy Koh, il 25 giugno, bensì il giudice Paul Grewal. E visto che il WWDC avverrà prima di tale data, è possibile che in Corea non trovino tempo di aggiungere altra benzina sul fuoco già vivo.