Una recente ricerca di mercato commissionata da Kingston rivela che la sempre maggiore diffusione degli smartphone in Italia ha modificato molto il modo in cui il cellulare viene utilizzato e la nostra scala di priorità.

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Infatti, sino a qualche anno fa, la maggior preoccupazione per chiunque fra noi era quella di perdere il portafogli, mentre oggi desta maggiore preoccupazione la perdita del cellulare, quasi come se gli attribuissimo, inconsciamente, un valore inestimabile, maggiore di quello attribuito alla tutela stessa del nostro patrimonio.

Il dato più interessante è che, invece, il cellulare viene utilizzato per il 59,7% degli intervistati per chattare e navigare sui social network, mentre solo per il 23,3% per effettuare chiamate e per il 9.7% per inviare i cari vecchi sms, che per tanti anni sono stati il principale mezzo di comunicazione per i giovani e hanno spinto il mercato della telefonia cellulare, generando introiti da capogiro per gli operatori.

Anche se il sondaggio non spiega come sia composto il campione di persone intervistate (molto probabilmente saranno quasi di giovane età), è interessante notare come i social abbiano generato così tanta dipendenza da essere le app più utilizzate su tutte le piattaforme: per quanto l'uomo sia un c.d. "animale sociale", la mancanza di contatto continuo con il mondo esterno (che può aversi anche con Whatsapp) può portare l'utente dall'estraniarsi dal suo gruppo anche durante le serate in pizzeria, al pub o, peggio, con il proprio partner.

Nel giro di trent'anni, i telefonini si sono evoluti da semplici mezzi di comunicazione (il primo era a forma di valigetta e pesava ben 1,5 kg!) a veri e propri minicomputer da 400 gr. da portare sempre in tasca quali comodi sostituiti di rubrica, telefono e  fotocamera e, a volte, anche come surrogati dei netbook.

La dipendenza dal telefonino inizia a diventare un fenomeno preoccupante: quante persone vediamo ogni giorno armate di caricabatterie alla disperata ricerca di una presa di corrente per paura di essere tagliati fuori da gruppi di Whatsapp o per quella di non rispondere tempestivamente ai commenti su Facebook? Troppa. Se riuscissimo a ricordarci che il cellulare nasce come strumento per telefonare, forse, vivremmo più tranquillamente e non aggiungeremmo frenesia allo stile di vita che impone la nostra società, già sin troppo veloce e intenso.