"Siate affamati, siate folli", diceva Steve Jobs. E in effetti alcune iniziative di Google sembrano avere proprio quella fame di spingersi oltre i limiti attuali e quella follia intelligente nel modo in cui realizzano l'obiettivo. Se qualche anno fa qualcuno avesse parlato di un pallone aerostatico che permettesse di navigare su Internet, sarebbe stato preso per pazzo o quasi. A Mountain View hanno dimostrato che non è così, con Project Loon (chiamato scherzosamente così proprio per far risaltare l'apparente stranezza dell'impresa; in inglese Loon significa proprio matto).

Si tratta di una soluzione a parole semplice, ma che dietro le quinte ha richiesto e richiederà ancora tanto lavoro. I palloni aerostatici vengono inviati col loro equipaggiamento fino alla stratosfera, dove rimarranno e si muoveranno grazie all'uso combinato di energia solare e correnti d'aria. Al fine di consentire una copertura efficace su larghe distanze, i palloni scambiano tra loro dati mediante antenne appositamente progettate, per un risultato simile a quello delle reti cellulari ma fatto con tecnologie differenti e non compatibili con esse. Il segnale viene poi riportato a terra per essere trasportato dagli operatori locali alle case degli utenti. Le velocità al momento raggiungibili sono pari a quelle della connettività 3G, con possibili miglioramenti man mano che il progetto si evolve. Secondo Google, uno dei principali vantaggi di Project Loon è nei bassi costi di realizzazione, il che lo renderebbero una soluzione ideale per le aree rurali così come per quelle economicamente ancora arretrate.

Il progetto rimarrà ancora per un cospicuo periodo di tempo in fase sperimentale, poiché se da un lato ne è stata dimostrata la fattibilità, dall'altro sono da provare le prestazioni e la durata nel tempo. A partire dalla prossima settimana, nell'area della Nuova Zelanda visibile nell'immagine sottostante, sarà avviato un rilascio-pilota, con 30 palloni aerostatici lanciati e 50 tester che valuteranno tutti gli aspetti di questo curioso tipo di connettività.

googleprojectloon

Se Project Loon darà i frutti sperati, la diffusione in altre parti del mondo avverrà di conseguenza. Chissà, magari in futuro il Gigabit al secondo lo avremo prima tramite le mongolfiere di Google, invece che con le linee telefoniche italiane...