Tempo di WWDC, tempo di predizioni degli analisti. Ne vediamo tante, più o meno probabili, ma solo uno di loro ha raggiunto nel corso del tempo una costanza e un'accuratezza invidiabili: Ming Chi Kuo. Sì, proprio colui che sbertucciai senza ritegno lo scorso anno quando predisse la doppia linea MacBook Pro Retina e non, salvo poi ottenere la sua giusta vendetta proprio al WWDC e costringermi alle dovute scuse. Kuo è sul pezzo anche quest'anno, e stavolta sembra esserci andato più leggero.

Ritocchi contati, ma comunque importanti sia per i MacBook Pro Retina e Air. I primi, oltre ad Haswell, sono destinati a una nuova cura dimagrante volta a renderli ancor più sottili degli attuali. Una ipotesi per nulla campata in aria, se consideriamo la crescente miniaturizzazione della componentistica con benefici su prestazioni e consumi grazie alle migliorie apportate di generazione in generazione. Dei dubbi sorgono sul massimo spessore che si può togliere, dal momento che le porte USB e Thunderbolt non si possono rimpicciolire ugualmente, a meno che non si ricorra a varianti micro con appositi adattatori di cui dubito; non si sa mai però, quindi non escludiamo nessuna ipotesi. Si aggiungerà al tutto, secondo Kuo, la presenza di una videocamera Full HD in luogo dell'attuale a 720p, per la contentezza di chi ama videochiamare tramite FaceTime o Skype.

Proprio dai Pro Retina dovrebbe arrivare la maggior miglioria hardware per il MacBook Air dopo, naturalmente, Haswell: la presenza del doppio microfono. Anche in questo caso, l'aggiornamento del comparto audio è strettamente legato agli usi comunicativi, aumentando la qualità della voce trasmessa. Null'altro è previsto in termini di display e chassis.

E il MacBook Pro classico senza display Retina? Per Kuo, è destinato a rimanere nel listino, ma senza ricevere alcun aggiornamento, inclusa la permanenza ad Ivy Bridge. Si tratterebbe solo di un periodo transitorio, volto a esaurirne le scorte prima di ritirarlo dal mercato una volta per tutte. Non sarebbe una strategia nuova, in casa Apple: è stata fatta due anni fa col MacBook bianco, lasciato al Core 2 Duo nel febbraio 2011 per poi essere tagliato dalla gamma senza troppe cerimonie il successivo 21 luglio con l'uscita di Lion e gli aggiornamenti di altri Mac.

Anche questa volta Kuo ci avrà preso? I pronostici sono a suo favore. Starà a Cook il 10 giugno stabilire se le sue predizioni risulteranno accurate. Se così fosse, sarebbe lecito pensare che abbia delle fonti d'oro, impossibili da stanare per Apple... O all'interno di Apple stessa.