Potrà non essere la recensione di una novità, come facciamo di solito, ma potrebbe risultare ugualmente interessante nella valutazione di un possibile acquisto, oppure per togliersi qualche dubbio in merito i 70-200 di casa Nikon. L'ultimo arrivato in casa è l'f/4, obiettivo la cui recensione sarà pubblicata su SaggiaMente nella prima quindicina di luglio. Il piccolino è un portento per compattezza e qualità, ma quando il peso e le dimensioni non sono un problema e serve luminosità, ci si deve affidare ai fratelloni f/2.8. Nikon ha una lunga storia di mediotele zoom con questa apertura, iniziata nel lontano 1987 con gli 80-200:

  • 80-200 f/2.8 AF ED: conta 16 elementi in 11 gruppi, è stato fabbricato dal 1987 al 1992 ed è il più leggero della compagnia.
  • 80-200 f/2.8 AF-D ED: è un internal focus ed ha la caratteristica di essere a pompa; sempre 16 elementi in 11 gruppi, fabbricato dal 1922 al 1997.
  • 80-200 f/2.8 AF-D ED new: anch'esso internal focus è soprannominato il bighiera proprio per la dipartita del sistema a pompa; stessa costruzione ottica del precedente.
  • 80-200 f/2.8 AF-S ED IF D: fa parte della categoria dei bighiera ma è un AF-S ed è il più pesante di tutti; la costruzione ottica presenta 18 elementi in 14 gruppi ed è stato fabbricato dal 1998 al 2003.

Più di recente si è passati dagli 80mm di lunghezza focale minima ai 70mm dei mediotele attuali. Ad oggi contiamo due versioni:

  • 70-200 f/2.8 AF-S ED IF VR G: schema ottico con 21 elementi in 15 gruppi, prodotto dal 2003 al 2009.
  • 70-200 f/2.8 AF-S ED IF VRII N G: lli elementi rimangono 21 ma si suddividono in 16 gruppi.

La qualità di queste lenti è sempre rimasta ad ottimi livelli, soprattutto se utilizzati su macchine con sensori ragionevoli in fatto di numero di megapixel. Ovviamente un utilizzo di ottiche datate come gli 80-200 su sensori densi come quelli della D3200, D7100 o D800 potrebbero far notare la loro età, e quindi qualche limite.

fronte_VRII

Il 70-200 f/2.8 AF-S ED IF VR G è stato un fedele compagno di avventure per ben 5 anni e in questo lasso di tempo posso dire di esserne completamente soddisfatto, sotto ogni punto di vista (qualità, AF, VR, caduta di luce, ecc). Purtroppo, per le mie finanze, ma per fortuna di voi saggilettori, ho sentito la necessità di passare alla versione successiva per una questione di risolvenza sul nuovo corpo.

Specifiche
Fattore d'ingrandimento 2.9x
Apertura f/2.8-f/22
Elementi/Gruppi 21/16
N° lamelle 9
Distanza minima AF 1.4m
Dimensioni 87x205.5mm per 1540g
label testo

L'accoppiata con D800 (recensione), i suoi vampirici 36Mpx ed i duplicatori di focale, hanno reso necessario l'acquisto di una lente a maggior risolvenza, che garantisse un dettaglio uniforme su tutto il frame e più fine a partire dal centro. Fermo restando che con sensori più normali il VRI si difende molto bene anche con duplicatori (se contenuti come il TC-14EII), il VRII inizia a prendere il sopravvento sia con l'utilizzo dei TC-17EII e TC-20EIII sia con sensori più densi.

Nitidezza e Contrasto

Recentemente abbiamo parlato di come si leggono le curve MTF, possiamo quindi avere un primo approccio con le curve dell'ottica in oggetto:

MTF 70-200 f/2.8 VRII - 70-200 f/2.8 VRI

È subito evidente che uno zoom di tale estensione ed apertura soffre di una caduta di qualità ai bordi. Non bisogna però lasciarsi impressionare dalla pendenza di queste curva, visto che i valori rimangono di tutto rispetto persino per le curve a risolvenza 30LP/mm. Il VRI oltre a presentare un leggero calo su tutte le line a partire dalle zone centrali, ha un diffuso e marcato calo sulle linee meridionali.

È sempre bene far presente che questi grafici non rappresentano un indicatore di qualità assoluto, i risultati vanno pesanti insieme a tutte le altre caratteristiche.

Il grafico ISO12333 risulta essere un metodo di misura della risolvenza di più immediata interpretazione. I crop al 100% non ci dicono tutto di una lente ma le prestazioni al centro sono evidentemente sensazionali, una nitidezza a TA che è quasi pari a quella dei diaframmi più chiusi. Da f/4 in poi la lente raggiunge praticamente l'apice della qualità (percettibile dal nostro occhio, ovviamente).

Sharpening_center

Al contrario, ai bordi si inizia a notare la differenza dai diaframmi più spinti. A TA la lente rimane comunque estremamente definita sebbene la differenza con f/4 e superiori sia immediata.

Sharpening_corner

La definizione del VRII è talmente strabiliante da poter reggere senza problemi i crop più spinti e le duplicazioni di focale estreme. Unica nota è la leggera aberrazione cromatica sugli angoli, anche se a tali aperture e crop è considerabile come assolutamente normale.

Bokeh

Da ritrattista ritengo il Bokeh, e lo sfocato in generale, uno dei principali indicatori di qualità di una lente. Il VRI non mi ha mai deluso in questo senso, mi ha stupito con ogni scatto, staccando il soggetto dallo sfondo in maniera magistrale.
Ovviamente non si può paragonare alle prestazioni e alla tridimensionalità che hanno ottiche dedicate al ritratto, come il Nikon 105 f/2 DC, ma i telezoom di casa Nikon si comportano bene:

Colorfull Oldness by Gianmarco Meroni (gmeroni)) on 500px.com

Il VRII sembra proseguire la strada tracciata dal predecessore, essendo in grado di regalare tridimensionalità all'immagine staccando il soggetto dallo sfondo e con un bokeh di prima qualità:

VRII Sfocato: f/2.8 - f/8

Come si nota dall'immagine, il diaframma tutto aperto a f/2.8 regala un'ottima tridimensionalità d'immagine, con un ottimo stacco tra il soggetto ed il fondo. La sfocatura è già buona da subito dopo il soggetto, infatti basta notare come la cucitura bianca orizzontale sfumi quasi a scomparire a TA.

VRII Bokeh: f/2.8 - f/4 - f/5.6 - f/8

Come accennavo in precedenta, il bokeh è uno degli aspetti principali che ricerco in una lente. Il VRII ha saputo rispondere prontamente alla mia richiesta essendo molto morbido su tutto il frame da f/2.8 fino a f/5.6. Proprio questo diaframma può essere considerato una borderline oltre la quale il bokeh inizia a diventare nervoso e particolarmente fastidioso. Per foto di ritratto non andrei oltre a f/4 (compreso) per i migliori risultati dello sfocato e del bokeh.

Vignettatura

La vignettatura è diventata un parametro "erroneo" di valutazione per una lente, in quanto gli ottimi profili dei software come(Adobe Camera RAW riescono a correggere totalmente questo aspetto. Per essere precisi si dovrebbe parlare di caduta di luce ai bordi ma tale termine non è di comune utilizzo e potrebbe essere fuorviante per alcuni.

Vignettatura

Le misurazioni sono state eseguite sia a 70mm che a 200mm. Tutti i file sono stati sottoesporti di 2 stop in fase di elaborazione per rendere visivamente più chiara la differenza di luminosità presente tra gli angoli e il centro del frame. La caduta di luminosità è evidente a 200mm solo ai diaframmi più aperti (f/2.8 e f/4), va via via scemando a f/5.6 per scomparire del tutto a f/8. Per quanto riguarda il lato wide, a 70mm la vignettatura è decisamente più contenuta, praticamente assente a quasi tutte le aperture.

Distorsione

Come ogni telezoom la distorsione spazia da quella a cuscino in zona grandangolo a quella a botte nel tele, dai 135mm in poi. Il VRII si comporta molto bene in quanto presenta la metà della distorsione presente sul precedente VRI e sui più vecchiotti 80-200.

VRII Correzione lente: OFF - ON

Come si nota dalla foto, scattata a 70mm, la distorsione è visibile solamente ai bordi e agli angoli. Una distorsione completamente correggibile dal profilo lente di ACR, oppure manualmente in Photoshop con un +1.0.
A 200mm la distorsione cambia "forma" ed intensità, infatti assume un aspetto a barile e necessita una correzione manuale a -2.2 oppure possiamo sempre affidarci ai profili lente ACR.

VRII Correzione lente OFF - ON

Aberrazioni Cromatiche

Possiamo finalmente scordarci questa parola così difficile da capire appieno. Il nuovo VRII non presenta aberrazioni cromatiche di nessun genere. Durante un test a 45°C su scala millimetrica non ha evidenziato nessuna dominante.

aberrazioni

Come si può notare, anche con il "classico" test che feci per il Nikon 28mm f/1.8 (recensione) in cui si può notare come dovrebbero presentarsi le aberrazioni cromatiche, il VRII non presenta nemmeno un accenno di tale problema.

aberrazioni_real

Flare & Ghost

Scattare direttamente in faccia al sole non è mai buona cosa, ma talvolta può capitare di aver bisogno di fotografare il sole che tramonta, magari dietro la cima di una montagna. Il VRII si comporta abbastanza bene a diaframmi aperti, man mano che si sale iniziano a notarsi sempre di più i "difetti" che potrebbero far storcere il naso a molti di voi.

flare

A f/16 il risultato è abbastanza importante anche se l'effetto visibile in foto è il massimo ottenibile. Basta avere un po di accortezza nello scatto e i vari flare & ghost verranno facilmente minimizzati.

Hands-on

Stiamo parlando di ottiche da 1.5kg, ottiche importanti, ottiche che non possono essere portate sempre con se a meno di soffrire della "sindrome del corredo", ossia della paura di aver bisogno di tutto il proprio corredo, come se dovesse servire ogni singola lente in ogni situazione.

pianta_VRII

Personalmente soffro di questa patologia grave e quindi il VRII, come ero solito fare con il VRI, lo porto sempre con me in tutte le mie uscite.

Il peso non infastidisce durante lo scatto, nemmeno senza impugnatura verticale, può invece infastidire durante il trasporto.

Il barilotto è preferibile al precedente vista la perdita di quella svasatura che rendeva il focheggio a mano leggermente scomodo. La ghiera dello zoom è fluida, con una corsa di un terzo di giro per andare da un fondoscala all'altro.

Nikon ha utilizzato un piccolo "escamotage" per permettere di avvicinarsi al soggetto. Non volendo creare uno zoom con 200mm utilizzabili solo ad una distanza minima di 2/2.5m, la casa Nipponica ha deciso di ridurre la lunghezza focale quando il soggetto è a ~1.5 metri di distanza. Può rappresentare un problema, e in effetti era uno di quei fattori che mi ha fatto dubitare di questa ottica per molto tempo. Fortunatamente con un utilizzo sul campo mi sono completamente dimenticato di questo fattore.

Il Vibration Reduction (VR) è superbo, decisamente migliore del precedente, anche se non perfettamente in linea con le dichiarazioni del marketing. Gli stop effettivi di riduzione sono circa 3, permettendo degli scatti nitidi a 200mm con tempi pari a 1/15 di secondo (anche 1/6 in alcuni casi).

Confronto con VRI

Purtroppo non è stato possibile testare le due lenti in simultanea e soprattutto non è stato possibile testare il VRI con il grafico ISO12233. Il confronto di seguito proposto ha un'impostazione più pratica che scientifica.

La nitidezza è decisamente migliorata, come d'altronde poteva essere supposto a partire dai rispettivi grafici MTF. Il miglioramento a TA è palese, il VRI presenta un'assenza di dettaglio non indifferente, l'immagine è globalmente impastata. Il VRII invece si difende molto bene lasciando intravedere i singoli pelucchi del tessuto.

Sharpening_VRII_VRI

A f/8 la musica cambia leggermente ma solo grazie ad un eccesso di contrasto per quanto riguarda il VRII. Il contrasto, o meglio microcontrasto, permette di far apparire l'immagine più dettagliata a fronte di una minor risolvenza. Per un approfondimento sul tema rimando all'articolo dedicato: ALCE e il microcontrasto.

Il VRII migliora ulteriormente la condizione che vi era a TA, lasciando intravedere con ottimo dettaglio anche i particolari più fini.

La differente costruzione ottica del VRII ha permesso di ridurre notevolmente la distorsione. Essa passa da essere particolarmente vistosa (soprattutto a 70mm) con il VRI a praticamente assente, come abbiamo precedentemente visto con la versione VRII. Di seguito è visibile l'impatto del profilo di correzione distorsione del profilo lente ACR sul VRI.

VRI Correzione Lente: OFF - ON

Moltiplicazione

Come accennato ad inizio articolo, uno dei motivi principali che mi hanno spinto al cambio del VRI è la caduta di qualità con moltiplicazione di focale. Visto che in rete vi sono pareri discordanti su quale sia il teleconverter (TC) migliore, vi propongo il mio parere.

tc

Il TC-17EII rappresenta il miglior compromesso tra qualità e lunghezza focale: a scapito di 1,5 f/stop si ottiene una lunghezza di 340mm con una qualità quasi identica allo zoom liscio. Come si nota dall'immagine superiore, l'unica differenza sta nella profondità dei neri, che con il TC diminuisce leggermente, ma basta un tocco ai livelli di Photoshop per ripristinare un nero più carico.

voto 5Conclusioni

La soddisfazione dopo aver scattato con questa lente è davvero tanta. Non vi sono situazioni in cui si possa trovare difficoltà nello scatto ed ogni fattore risponde bene alle esigenze del fotografo. Dallo stabilizzatore che permette di scendere ampiamente sotto i tempo di sicurezza, al rivestimento ai nanocristalli che non risulta eccessivo e non intacca le cromie. Dalla risolvenza eccellente già a TA, alla distorsione minima ed all'aberrazione cromatica praticamente assente. Il prezzo, unito all'ingombro ed al peso, sono gli unici fattori che potrebbero scoraggiare un futuro acquisto. Sebbene la versione italiana con 4 anni di garanzia Nital si attesti sopra le 2000€, la versione import europea si può trovare anche sotto le 1900€. Nel caso in cui il prezzo risultasse comunque un problema e non abbiate necessità di montare l'ottica su un sensore molto denso o di stampare a grandi dimensioni, il mio consiglio è di trovare un buon usato della versione precedente, spendendo 1000/1100€ al massimo.

PRO
+ Nitidezza eccellente al centro e ai bordi
+ Quasi assenza di distorsioni
+ Rivestimento ai nanocristalli delicato
+ Limitato contrasto
+ AF preciso e veloce
+ VR efficacissimo (3 stop effettivi)

CONTRO
Accorciamento della focale

DA CONSIDERARE
| Tanta qualità, ma anche tanto peso, dimensioni, prezzo