Tante novità in questo Keynote di apertura del WWDC 2013 ed anche una piacevole leggerezza nella presentazione, lunga ma condotta con serenità e qualche sorriso. Il software era al centro di tutto, ma c'è stato anche spazio per l'atteso aggiornamento dei MacBook Air, quello di Airport Extreme e Airport Time Capsule, nonché una breve anticipazione del futuro Mac Pro. La maggior parte dei riflettori erano però dedicati ad iOS 7, in beta fin da oggi per gli sviluppatori e disponibile in autunno per tutti gli altri (a patto di avere uno dei dispositivi supportati: iPhone 4/4S/5, iPad dal 2 in poi, iPad mini e iPod touch di quinta generazione; si ferma invece a iOS 6 la corsa di iPhone 3GS e iPod touch di quarta generazione).

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Per iOS 7, Apple non ha apportato le sue solite migliorie incrementali, con nuove funzioni e minuscoli facelift, ma è ripartita dal basso, modificando come ogni cosa appare, anche le classiche animazioni a cui eravamo abituati aprendo le app. A primo impatto sembrerebbe il frutto di una profonda personalizzazione post-jailbreak, e questo assicura l'effetto di novità che molti utenti Apple richiedevano a gran voce. Novità non significa necessariamente innovazione, e gran parte di ciò che abbiamo visto è riconducibile a stimoli esterni, tuttavia la mano di Ive è presente ed andata anche molto in profondità. Come era ormai assodato lo scheuomorfismo è stato debellato, in favore di una interfaccia minimale e piatta. Per molti aspetti ci si è allineati alla concorrenza, bisogna dirlo, ma si è anche riusciti ad inserire tocchi di originalità oltre che nuove funzioni.

Piatto sì, ma non bidimensionale. Grazie a superfici translucide, ombre e livelli che si muovo con velocità diverse, viene ricreata l'illusione della terza dimensione. Non elencheremo tutti gli aspetti della metamorfosi di iOS 7, sono davvero troppi ed abbracciano ogni app ed area del sistema, possiamo però identificare i principali agenti di cambiamento. Insieme alle interfacce che simulano la realtà, sono state accantonate anche le strutture grafiche in eccesso. Nuove icone piatte (alcune difficili da digerire), nuovo dock, nuove cartelle con paginazione, edicola senza legno. La schermata di blocco non ha rettangoli in sovraimpressione ma solo lettere ed icone, e lo slide ora è verso l'alto. L'animazione di apertura di un'app ora parte della sua icona ed il task manager è visuale, con anteprima delle schermate. Salutiamo l'effetto "lino" del Centro Notifiche, eliminato in favore di una lamina scura semitrasparente, e diamo il benvenuto al Control Center.

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Dal basso potremo attivare questa nuova area, dove Apple ha inserito tutto quello che le si chiedeva ed anche di più. In alto abbiamo i toggle per le connessioni radio, attivazione della modalità silenziosa e blocco rotazione, subito sotto lo slide per la luminosità ed il controllo multimediale, completo di volume e ricerca veloce. A fianco di AirPlay si trova un'altra bella novità che molti attendevano: AirDrop. Grazie a questo potremmo finalmente scambiare file rapidamente con altri dispositivi Apple nelle vicinanze, e senza il bisogno di nessuna configurazione. L'ultima fila di icone è dedicata ad utilità come torcia (ora integrata in iOS), timer, calcolatrice e fotocamera.

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Le app sono tutte profondamente diverse nell'aspetto ed hanno guadagnato piccole funzioni qua e là, ma i cambiamenti riguardano proprio i mattoncini di interfaccia alla base dell'OS. È diversa la tastiera (bianca o nera a seconda del contesto), la linea è indicata da pallini (e non più tacchette), i colori primari sono bianco, grigio e nero conditi da azzurro e rosa: i colori di SaggiaMente. Safari evidenzia bene un aspetto di questa nuova grafica, dove l'interfaccia tende a sparire completamente ed i suoi elementi a far parte del contenuto. L'effetto visivo è "pulito" ma forse non altrettanto immediato come l'attuale iOS, in particolare per i più piccoli ed anziani.

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Su Safari potremo condividere link su twitter, generare e memorizzare le password per sincronizzarle su iCloud ed avere una visualizzazione fullscreen anche in verticale. Siri avrà nuove voci ed una grafica più moderna e nel 2014 arriverà anche iOS in the car, che consentirà di usare di usare molte delle funzioni di iPhone, come Musica, Mappe e Telefono direttamente dal display delle auto di Ferrari, Mercedes, Jaguar, Honda, Opel, Volvo, Chevrolet, Hyundai, ecc..

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Insieme ad iOS 7 è stata anche presentata la famosa iRadio, che si chiamerà iTunes Radio e sarà disponibile gratuitamente per gli utenti paganti di iTunes Match, inizialmente solo in US. Il servizio consentirà di ascoltare brani simili rispetto ad una canzone di partenza e, volendo, di acquistarli. Non è esattamente l'accesso completo e con canone a tutta la musica di iTunes, ma è pur sempre un inizio ed è gratuito per tutti (sempre in US) con banner e completamente free per chi ha sottoscritto iTunes Match.

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Alle tante novità d'impatto puramente estetico sono state aggiunte, oserei dire sapientemente, alcune funzioni che ben completano iOS. Molte cose sono già viste, altre potranno non piacere ed altre ancora stupire, ma il lato positivo è che sono tante. Dopo 6 versioni Apple ha finalmente preso il coraggio a due mani ed ha rischiato. Questo vuol dire che non dobbiamo dare troppo per scontato e dovremmo testare e digerire tutto prima di poter esprimere un giudizio personale. Il mio primo parere è positivo per le novità funzionali (alcune delle quali si facevano attendere da tempo) e un po' dubbioso per l'aspetto di molte icone ed alcuni dettagli estetici (che spero appaiano migliori sul display dell'iPhone). iOS è andato avanti, questo è certo, appare immediatamente più ricco e moderno, ma ha anche perso la sua storica connotazione estetica in favore di un design simile a tanti altri.