Non sono frequenti gli spaccati sulle fasi di pre-produzione dei prodotti Apple, al di là dell'iPhone di cui da diverso tempo si fanno abbuffate di presunti leak, e quando saltano fuori dettagli più approfonditi su modelli di Mac che hanno fatto la storia dell'azienda è innegabile provare curiosità e anche un po' di affetto verso quei goffi ma comunque funzionanti prototipi. Ad esempio, riuscireste a riconoscere da una foto del genere la famiglia a cui questo strano Mac trasparente appartiene?

prototipomacbook

Non sembra, ma è a tutti gli effetti uno dei primissimi MacBook bianchi, con sistema operativo in esecuzione, la cui immagine è stata pubblicata su Reddit dall'utente sa1f, il quale a sua volta l'ha trovata nel Flickr di un altro utente, Jim Abeles, con un set fotografico a riguardo. Il risalto definitivo al ritrovamento è stato poi dato da Cult Of Mac. Tra i vari scatti si possono vedere molti dettagli della componentistica interna, insieme a elementi testuali di Apple e Intel (da notare sul processore la scritta in maiuscolo "SECRET") che confermano la fase di sviluppo ancora primordiale del computer. Il case trasparente non è un'eccezione tra i prototipi, anzi, e serve sia a proteggere il design finale del prodotto sia ad avere un più rapido accesso all'hardware in modo da poter cambiare singole parti in caso di malfunzionamenti o nuovi test. Interessante notare come la CPU utilizzata fosse un Core Solo, single core, a 1,66 GHz, unità che non fu mai utilizzata sui MacBook di produzione (il primo Mac mini x86, invece, adottò una versione depotenziata a 1,5 GHz per il modello base); in attesa di comporre la configurazione definitiva, lo scopo principale di Apple a quel tempo era probabilmente di rendere OS X Tiger il più stabile e ottimizzato possibile sulla piattaforma Intel in vista del rilascio pubblico.

Non ci è dato sapere come sia venuto in possesso del prototipo; possiamo prevedere la reazione dell'azienda di Cupertino, che in casi simili ha cercato di riappropriarsi di quanto fuoriuscito, proponendo all'utente anche contropartite sotto forma di altri dispositivi o, nel caso non riesca a essere convincente, lasciandogli il dispositivo in cambio del divieto di rivendita, come in un caso di qualche anno fa sul forum di Macrumors. Al di là di ciò, rimane il fascino di un oggetto che ben pochi avranno visto fuori dai laboratori Apple e ci auguriamo che qualora decidesse di tenerlo il fortunato Jim ne abbia adeguata cura come apparentemente gliene ha data sinora.