La ridda di rumors dedicati all'iPhone 5C non sembra aver fine, soprattutto dopo che Jim Dalrymple di The Loop, una delle fonti più affidabili sulle prossime mosse di Apple e celebre per commentare con semplici "yep" o "nope" le varie indiscrezioni, ha confermato non ufficialmente l'evento del 10 settembre. Sulle possibili funzionalità hardware abbiamo già fatto in passato alcune riflessioni, ma lato software? Dove potrebbe intervenire l'azienda di Cupertino per limitare, più o meno artificialmente, il nuovo dispositivo entry-level? L'analista Gene Munster, non noto per la sua accuratezza al contrario del collega Ming Chi-Kuo, ha un'ipotesi di peso.

siri

Si tratta proprio di Siri, l'assistente virtuale introdotto con l'iPhone 4S e oggetto di miglioramenti in iOS 7. Nelle intenzioni di Munster, inibirlo sul prossimo 5C darebbe ad Apple la possibilità di evitare una cannibalizzazione nei confronti del top di gamma. Come fa notare anche 9to5Mac da cui abbiamo letto la predizione, almeno sulla carta non è del tutto priva di fondamento. Siri è una funzionalità importante del sistema, una per la quale gli utenti più esigenti potrebbero essere spinti a fare il salto verso il 5 o il 5S/6, qualora la variante cheap ne fosse sprovvista. Dall'altro, però, è proprio la sua importanza a suggerirci che Cook non voglia darsi la zappa sui piedi castrando così un prodotto che dovrebbe avere come obiettivo l'aumento della quota di mercato. Siri è un prodotto su cui si sono investite troppe energie tecniche, finanziarie e comunicative per non usarlo come punto a favore del 5C. Inoltre, la sua presenza non solo negli iPhone 4S e 5, ma anche nell'iPod touch di quinta generazione, negli iPad con display Retina e nell'iPad mini, segno della volontà di espanderne la presenza il più possibile. L'iPad mini in particolare, che per certi versi rappresenta nella famiglia dei tablet di Cupertino ciò che il 5C sarà tra i suoi smartphone, è un forte indizio a sostegno dell'inclusione.

Ci piace vederla così. Abbiamo una pasta alla carbonara dal costo Y. Vogliamo ridurla al costo X. Usiamo una pasta di qualità un po' minore, mettiamo meno pecorino e olio, la serviamo su un piatto di plastica; nel frattempo Gene Munster ci propone di togliere la pancetta (o il guanciale, a seconda delle preferenze). Ecco, in questo caso immaginiamoci che la pancetta (o il guanciale) fosse Siri. Trattasi di un componente fondamentale, non avrebbe senso rimuoverlo. Il piatto, ovvero l'iPhone 5C, diventerebbe sicuramente più economico, ma anche molto meno gustoso. Meglio piuttosto intervenire sugli altri elementi (pasta = processore, pecorino = fotocamera, olio = connettività, piatto = case); faremo sì che la pietanza dal minor prezzo non risulti altrettanto saporita come quella più raffinata, ma al contempo non la renderemo nemmeno una ricetta quasi insapore.

L'analista avanza anche un'ulteriore ipotesi, relativa alla disponibilità geografica del prodotto. Essendo pensato perlopiù per i mercati emergenti come Cina e India, ecco che il 5C avrebbe una diffusione specifica per quei territori. Più plausibile rispetto all'assenza di Siri, ma anche in questo caso si tratterebbe di una scelta alquanto bizzarra da parte di Apple, la quale ha sempre tenuto affinché le sue creazioni fossero disponibili quantomeno anche sul suolo natio. E con una Europa in crisi economica, che volge sempre più il suo sguardo ai convenienti Windows Phone e a un'attenta valutazione del rapporto qualità/prezzo in generale, non piazzare un device che potremmo definire critico sarebbe un altro fattore bloccante per un potenziale successo su scala mondiale. In ogni caso, per quanto qualcuno in Oracle avanzi anzitempo dubbi sul futuro dell'azienda di One Infinite Loop, il buon Tim saprà sicuramente già il da farsi per settembre. Per il momento, meglio godersi il Ferragosto e le vacanze.