USB 3.0 e Thunderbolt: due tecnologie di trasmissione dati ad alte velocità, che però non hanno ancora riscontrato la stessa popolarità di quello che fino al 2011 è stato lo standard per la connessione tra computer e dispositivi, ovvero USB 2.0. Tradizione, quella del consorzio USB, contro ambizione, quella di Intel con l'appoggio di Apple; finora sembra prevalere la tendenza alla tradizione, dato che USB 3.0 è perfettamente retrocompatibile con le precedenti versioni nonché adottata da tutti i produttori di computer, Apple inclusa dal 2012 in poi, mentre Thunderbolt può contare pressoché solo sui Mac e sulla retrocompatibilità, se così possiamo definirla, con la mini-DisplayPort per ciò che riguarda i display esterni/secondari. Per non parlare dei costi dei dispositivi Thunderbolt, mediamente più costosi delle controparti USB 3.0. E in passato, per quanto uno standard proposto possa risultare tecnicamente superiore, se l'altro ha una maggiore penetrazione commerciale è possibile che nel medio-lungo termine riesca a vincere la battaglia (vedasi VHS contro Betamax).

L'azienda di Santa Clara non ci sta all'idea, e ha rilanciato al Computex di giugno proponendo il Thunderbolt 2. Preposto per surclassare definitivamente USB 3.0, la velocità di 20 Gbit/s suddivisa tra 10 in input e 10 in output diventerà bidirezionale, ovvero 20 da ambo i lati a seconda delle necessità. Per il resto mantiene le stesse caratteristiche della prima generazione, con cui sarà retrocompatibile. Il capofila tra i computer che ne introdurranno il supporto sarà il nuovo Mac Pro entro fine anno; per i prodotti come hard disk esterni e altri con buone probabilità se ne parlerà più in là nel 2014.

thunderbolt

Un buon colpo per Intel? Purtroppo no: forte del maggior tepore per l'USB 3.0 da parte degli OEM, il Promoter Group aveva già promesso vendetta al CES di gennaio, ancor prima di Thunderbolt 2. E pochi giorni fa è stata servita sotto forma di USB 3.1. Se nel caso della tecnologia concorrente più che di aumento si può parlare di una massimizzazione dell'uso delle capacità già presenti, qui ci troviamo davanti a un raddoppio effettivo: la 3.0 raggiungeva i 5 Gbit/s massimi, contro i 10 della nuova versione. Garantita, naturalmente, la retrocompatibilità. Leggermente più in là rispetto a Thunderbolt 2 l'introduzione, dal momento che difficilmente si vedranno PC e Mac che la adottino prima del 2014.

usb30

Ma questo non è un grande problema per USB 3.1. I produttori saranno in generale ben più invogliati a integrarla nelle loro soluzioni rispetto a Thunderbolt 2, la quale è poco probabile riesca a cavarsela col solo supporto attivo di Apple (nel mondo Windows, i PC dotati di tale porta sono relativamente pochi e circoscritti a specifici modelli o addirittura singole varianti). Inoltre, più il tempo passa, più la diffusione dell'attuale USB 3.0 aumenta e i prezzi dei dispositivi che la utilizzano diminuiscono. In sostanza, anche se la prossima generazione non sarà sfruttata subito nelle sue piene potenzialità, l'importante è che ci sia per fare da ulteriore traino al SuperSpeed e dimostrare a Intel che la strada per batterli è ancora lunga e tortuosa, con la possibilità concreta di dover alzare bandiera bianca come toccò fare a Sony negli anni '80 al cospetto della vincente VHS. Starà a noi utenti fare da arbitri in questa grande partita.