È quasi buffo a pensarci. Proprio ieri sera cercavo di analizzare le recenti mosse Apple, enfatizzando il valore aggiunto che iLife e iWork completamente gratis avrebbero potuto dare. Ebbene, purtroppo sembra che almeno per ora non si possa affatto parlare di valore aggiunto. Come riporta 9to5Mac, una consistente parte di utenti boccia in pieno le nuove versioni delle suite.

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Perdite di funzionalità e cambiamenti grafici volti a renderla più simile alla controparte per iOS sono sulla graticola. In particolare, molto peso è dato alle prime, come nel caso della rimozione del supporto AppleScript che condiziona pesantemente Pages e Numbers in contesti d'uso professionali dove poter creare macro e flussi di lavoro automatizzati è essenziale per velocizzare il lavoro. Ma questa è forse una delle assenze più eclatanti, andando ad approfondire si trova una triste e cospicua "conta dei morti" in Pages. Con le vibranti critiche post-aggiornamento, iMovie sembra essere ritornato indietro di 5 anni a livello di reputazione, quando la versione '08 scontentò quasi tutti. Nei forum ufficiali Apple le discussioni a sfondo negativo su iLife e iWork si moltiplicano. E se non bastano le funzionalità rimpiante, ci si mettono pure i bug, come quello segnalato su The Verge che affligge iMovie. Alcuni filmati .mov, quando importati all'interno dell'applicazione per l'uso nei progetti, assumono una marcata tonalità rossa mantenuta anche durante l'esportazione del video modificato.

In generale, tutto sembra un film già visto: semplificazioni, carenze, bachi e immagine negativa, come successe al rilascio di Final Cut Pro X (con l'aggravante in quel caso della natura a pagamento). Il video editor pro dell'azienda di Cupertino ha necessitato nel corso degli ultimi 2 anni di corposi aggiornamenti prima di ristabilire gran parte del set di funzionalità della precedente versione e andare oltre. Da qui la speranza che iLife e iWork seguano un percorso simile, recuperando in tempi più brevi di 2 anni quanto perso ed evolvendosi per stare al passo col mercato, altrimenti i benefici della gratuità potranno considerarsi annullati al pari di qualsiasi riflessione in merito come quella di ieri.