Quando due giorni fa Craig Federighi ha annunciato sul palco dello Yerba Buena Center che con Mavericks i MacBook avrebbero goduto di una maggiore durata della batteria, ho pensato che i miglioramenti sarebbero stati solo di qualche minuto e invece mi sono dovuto ricredere. La mia esperienza diretta ha trovato conferma nello studio di John Siracusa di Ars Technica che ha rilevato come la durata della batteria cresca sia sui MacBook Pro che sugli Air rispetto all'utilizzo di Mount Lion.

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La prova è stata effettuata creando degli script che utilizzassero sia i programmi di videoscrittura che la navigazione web.

Sin dalla WWDC dello scorso giugno, Apple ha puntato molto sulle caratteristiche di risparmio energetico di Mavericks, quali Timer Coalescing, Compressed Memory, App Nap e Safari Power Saver: la prima raggruppa tutte le operazioni di basso livello della CPU ad un'unica azione riducendo l'utilizzo del processore fino al 72%; la seconda comprime gli ultimi processi elaborati in modo da ridurre l'utilizzo della memoria swap (quando la memoria RAM si riempie, qualsiasi sistema operativo crea un file di swap sull'hard disk per utilizzarlo come estensione della stessa, ma con una velocità minore e un consumo energetico maggiore); la terza congela i software aperti ma che non devono eseguire operazioni in background; grazie alla quarta, Safari mette in pausa i plugin in esecuzione sulle pagine aperte nei tab che non stiamo visualizzando.

Inoltre ricordo che Mavericks rende anche i computer più vecchi veloci e performanti ed è un aggiornamento che consiglio caldamente a tutti, ma verificate la compatibilità dei software con cui lavorate abitualmente prima di procedere all'update.