Era da qualche tempo che il nome Liquidmetal non tornava alla ribalta. Una delle ultime volte in cui ne parlammo risale a quasi un anno e mezzo fa. Questo materiale promettente, più modellabile rispetto ai normali processi di lavorazione dei metalli e dalle buone doti di resistenza, non è un'indiscrezione ma realtà già da diverso tempo. Apple ne ha fatto finora uso per la graffetta di estrazione delle SIM su iPhone e iPad, forte di un accordo di esclusiva perpetua con Liquidmetal Technologies. Gli sviluppi non si sono fermati, con vari brevetti depositati lo scorso anno e scoperti ora da PatentlyApple a darne dimostrazione.

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Non ci addentreremo nei dettagli più tecnici, sono ben lontani dalle nostre competenze. Ciò che interessa è soprattutto notare il forte coinvolgimento della stampa 3D, che Apple cita per numerosi contesti come quello progettuale, per una più rapida creazione sia di avanzati prototipi in Liquidmetal sia di veri e propri modelli-base da replicare poi nella produzione in serie. Proprio quest'ultima sarebbe l'obiettivo finale dell'applicazione delle nuove leghe metalliche, con usi che spaziano dagli iDevice per arrivare a parti di Mac passando attraverso Apple TV e, come se i rumors in merito non tenessero banco da soli, orologi.

Che il momento buono di Liquidmetal si stia avvicinando? Forte della sua posizione esclusiva su qualsiasi cosa che sia elettronica, l'azienda di Cupertino può muoversi senza eccessiva fretta, continuando a studiare il nuovo materiale e adottandolo in maniera più decisa al momento opportuno su prodotti ben superiori alle graffette estrai-SIM. Chissà che magari tra essi possa rientrarvi il MacBook Pro...

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