Una delle principali comodità introdotte da Apple lo scorso anno e apprezzata pure da coloro che non amano particolarmente l'azienda di Cupertino è Lightning. Un cavo piccolo e semplice, a prova di errore grazie alla possibilità di connetterlo in modo reversibile, essendo il connettore fisicamente uguale sia nella parte superiore che in quella inferiore, conformazione differente dai cavi USB che devono per forza essere collegati nel verso corretto. Ci sono buone notizie per il futuro, però: la prossima versione USB 3.1 introdurrà la nuova tipologia C volta a risolvere la questione una volta per tutte.

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Il Type C avrà inoltre dimensioni vicine a quelle del connettore microUSB (conosciuto anche come USB 2.0 Micro-B), dando così ottime opportunità a MacBook Air e ultraportatili di avere più prese rispetto al limitato quantitativo attuale concesso dall'altrettanto limitato spazio. Farà piacere per coloro che ricaricano tramite USB l'introduzione di un'alimentazione elettrica scalabile in base al dispositivo collegato. Come il predecessore, è pensato per supportare future revisioni dello standard.

Trattandosi di un cambio nel design, le cose andranno differentemente da USB 3.0: in quel caso la retrocompatibilità era massima, limitando la variazione più sensibile alla minore velocità di lettura/trasferimento. I prodotti che utilizzeranno USB 3.1 non saranno automaticamente compatibili con le periferiche sviluppate per le precedenti versioni, e lo stesso varrà al contrario. Sono già previsti comunque adattatori per mitigare le complicanze della transizione, in maniera simile a quanto già si sta vedendo lato Apple nel passaggio dai 30 pin a Lightning.

Pensieri che in ogni caso non ci toccheranno fino a metà del 2014 almeno, dal momento che nei prossimi mesi lo standard sarà sottoposto alle ultime verifiche tecniche prima della validazione. Guardando ad Apple, però, viene già da chiedersi se le convenga ancora avere due tecnologie separate come Lightning e Thunderbolt. Il design della prima unito alle prestazioni della seconda, con licenza d'uso aperta a tutti, potrebbe davvero sulla carta dare all'azienda di Cupertino e ancor più a Intel, che su Thunderbolt ha scommesso tanto ottenendo poco, l'anti-USB cercato per svariati anni.