A una prima lettura, il titolo può suscitare sicuramente domande: perché dici che si sta assottigliando? Si tratta di due macchine differenti, il Pro ha display e hardware migliori dell'Air. Infatti ciò è parte di quello che potremmo definire il problema. Su 9to5Mac hanno sollevato a riguardo un buon punto di riflessione.

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In sostanza, l'autore è convinto che le due attuali linee, MacBook Air e MacBook Pro, siano inevitabilmente destinate a confluire in una singola, per vari fattori che nel prossimo futuro andranno sempre più a influire su ciò.

Dopo uno scetticismo iniziale, devo dire che ha ragione, toccando punti interessanti.

Il primo è nella costruzione dei due prodotti: se un tempo il Pro era ben distinguibile dall'Air per ciò che permetteva, oggi quella demarcazione è meno evidente. Il Pro pre-Retina aveva una RAM sostituibile, un vano hard disk da 2,5" sempre riutilizzabile in caso di cambio disco, il SuperDrive che all'occorrenza poteva diventare un secondo vano per HDD o SSD tramite OptiBay e soluzioni simili, la porta Ethernet. Cose che il MacBook Air non offriva. E che il MacBook Pro Retina non offre.

Qui entra in gioco il secondo punto, che di fatto è estensione del precedente: se fino a qualche anno fa la differenza di prestazioni tra MacBook Air e Pro 13" base era come il giorno e la notte, oggi non è più così evidente. Entrambi sono dual-core, hanno 4 GB di RAM e montano unità flash per l'archiviazione. Certo, il Pro ha un Core i5 da 2,4 GHz e non da 1,3. Non ci si deve però dimenticare della modalità Turbo, che può spingere l'Air fino a quota 2,6 GHz, non poi così distante dai 2,9 del fratello maggiore. È vero pure che troviamo una Iris Graphics 5100 contro una HD Graphics 5000, ma sono due chip grafici la cui differenza è più che altro commerciale, dato che tecnicamente a separarli vi sono 100 MHz di picco e nulla più. Insomma, nell'uso reale c'è ben poco che uno non possa fare rispetto all'altro, e questo l'abbiamo visto pure nei nostri test.

Se la situazione sta così, allora perché Apple tiene le due linee separate? Il terzo punto è il display Retina, che contribuisce anche economicamente a dare ancora un po' di distanza tra Air e Pro. I prezzi, però, sono sensibilmente calati. Tornando a un anno fa, troveremo questi ultimi posizionati a partire da 1.779 €, passati poi a febbraio scorso a 1.529. Oggi l'accesso è a 1.329 €, per un totale di 450 € scalati nel corso di un anno. Considerato però come nel Pro Haswell base la RAM è di 4 GB contro gli 8 dell'equivalente modello Ivy Bridge, prendiamo come riferimento i 100 € richiesti per il raddoppio di memoria e facciamo scendere lo "sconto" annuo a 350. Non è comunque un cattivo risultato, complice la diffusione dei nuovi pannelli che hanno preso piede pure nel mondo Windows rendendoli alla portata pressoché di chiunque, in un processo non distante da quello occorso ad altre nuove tecnologie poi divenute mainstream.

Apple ha due scelte davanti a sé: o creare un nuovo distanziale andando ad abbassare i MacBook Air, o fondere le linee entro i prossimi due anni. La seconda è il parere di 9to5Mac, nonché quella globalmente con più potenziale se si considera come a Cupertino non siano inclini ad eccedere nel gioco al ribasso. Un MacBook con caratteristiche tecniche da Pro e design da Air è sempre più realistico mese dopo mese, grazie ai continui miglioramenti energetici dei chip Intel. Fa niente (diciamo così, ovviamente fa niente un tubo...) che possano andarsi a perdere l'HDMI e una porta Thunderbolt nel passaggio, già in passato Apple ha agito simili tagli senza troppi riguardi. Volendo, potrebbero anche decidere di sacrificare una delle due porte USB per tenere al suo posto quella HDMI. Il margine di manovra ce l'hanno, quindi.

La domanda vera non è se potranno farlo, ma se vorranno farlo. A ciò solo Tim Cook può rispondere.