Nelle ultime ore sono arrivate importanti novità per Spotify, che continua ad avere un buon successo, al quale si accompagna però una concorrenza sempre più forte, soprattutto da parte di Google col suo Play Music Unlimited. Oltre allo sbarco in nuovi paesi e all'arrivo della discografia dei Led Zeppelin, il servizio in sé presenta un cambiamento che era ormai diventato quasi inevitabile, con l'estensione della sua versione gratuita anche a tablet e smartphone.

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Sin dalla sua nascita Spotify aveva offerto il piano base, supportato da pubblicità, solo tramite le applicazioni desktop o via web. Con la crescita della fruizione di contenuti tramite tablet, però, l'esilio auto-imposto sui PC non aveva più motivo di esistere. Ed ecco che iPad, Galaxy Tab, Nexus 7/10 e simili sono ora liberi di accedere allo streaming gratuito in forma completa, con la possibilità di trovare brani o album di singoli artisti, nonché ascoltare playlist fatte da altri utenti o crearne di proprie. Rispetto alla versione a pagamento Premium rimangono le limitazioni relative all'ascolto offline e al collegamento a sistemi audio tramite Spotify Connect, oltre alla rimozione di qualsiasi pubblicità.

Le novità non sono però limitate ai tablet. Anche su smartphone è ora possibile godere di Spotify Free, seppur con qualche differenza. Se sulle "tavolette" non vi sono limiti nella ricerca di singoli brani, su iPhone e telefoni Android si può solo cercare per singoli artisti e iniziare la riproduzione in modalità casuale, rendendolo così non eccessivamente distante dal metodo di funzionamento di iTunes Radio. Rimane comunque la possibilità, se il brano prescelto da Spotify non è di proprio gradimento, di saltare al successivo. Inalterato rispetto alla variante tablet il supporto alle playlist, da ascoltare e/o creare.

Basterà ciò a Spotify per tener testa non solo ai diretti rivali? Di certo Google dovrà riconsiderare il suo piano d'ingresso per Play Music, che consente di ascoltare in streaming la propria libreria musicale ma non quella dell'intero servizio, funzionalità riservata ad Unlimited; è plausibile pensare che la risposta non tarderà ad arrivare. Per quanto riguarda Apple, si troverà davanti al rafforzamento di un già robusto concorrente che ha dalla sua la diffusione multinazionale e multipiattaforma, contrariamente a iTunes Radio. La competizione fa solamente bene, e ci consente di guardare ottimisticamente al 2014 per ulteriori miglioramenti nell'ambito del sempre più apprezzato streaming musicale.