Tra gli ambiti in cui Apple ha profuso impegno durante il 2013 ve ne sono due, uno già presente nei prodotti in commercio e l'altro che attende i prossimi mesi per farlo. Parliamo dell'architettura a 64-bit presente nel SoC e di "iOS in auto". Per quanto riguarda la prima, era da immaginarselo che la risposta dal mondo Android non si sarebbe fatta attendere a lungo, del resto la stessa ARM aveva già presentato da tempo le specifiche base dei Cortex-A57 e A53; quest'ultimo sarà adottato dallo Snapdragon 410 di Qualcomm che animerà a breve la fascia medio-bassa del mercato. L'obiettivo di nVidia, invece, è più ambizioso, rivolgendosi direttamente ai top di gamma. Ma il Tegra K1 non è una scommessa secca, bensì una "doppia chance". Vediamo perché.

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Con una scelta che non mancherà di creare qualche confusione sugli scaffali, ma comprensibile e accettabile da un punto di vista più tecnico, il Tegra K1 si presenterà in due configurazioni: la prima rappresenterà più una prosecuzione del predecessore Tegra 4, con la stessa configurazione 4+1 (4 core a piena potenza, uno a basso consumo attivato in presenza di carichi poco intensivi) e l'architettura Cortex-A15; la frequenza massima sarà di 2,3 GHz. La seconda proposta si comporrà di un dual-core frutto del Progetto Denver a 64-bit, fortemente personalizzato rispetto alle specifiche base di ARM in maniera simile a quanto fatto da Apple e Qualcomm; in questo caso il clock raggiungerà 2,5 GHz. Trattandosi del debutto per Denver, peraltro affrettato rispetto al 2015 previsto da nVidia (merito o colpa per questo e altri anticipi, a seconda di come la si vuole vedere, va all'A7), la volontà di non rischiare eccessivamente in caso di problemi è corretta, soprattutto se si vuole evitare un altro caso di fama negativa come quello occorso al Tegra 3 nel 2012.

Per quanto diversi, i due modelli racchiusi nella famiglia K1 hanno qualcosa in comune tra loro. Il nome stesso viene in aiuto, qui: la K è relativa a Kepler, l'architettura delle GPU GeForce 6xx/7xx su PC desktop e portatili. Un chip grafico da 192 core, con potenza complessiva di 365 GFLOPS che lascerà ben distanziato non solo l'A7, ma pure le due console fino a poco tempo fa regine della loro categoria, Xbox 360 e PlayStation 3. Se si considerano anche i soli 5 W di consumo e le dimensioni dei dispositivi su cui verrà utilizzato Tegra K1, il risultato raggiunto da nVidia è davvero ragguardevole. Le librerie OpenGL 4.4 e DirectX 11.1 saranno pienamente supportate, al pari del set di istruzioni proprietario CUDA per l'uso della GPU anche per operazioni non grafiche, similmente a quanto avviene con OpenCL. Importante, infine, l'accordo con Epic Games per portare il motore grafico Unreal Engine 4 su mobile, specificatamente ottimizzato per questo SoC.

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Non mancherà naturalmente il supporto a LTE e altre tecnologie da considerarsi ormai standard nella fascia alta di mercato. Il Tegra K1 in versione Cortex-A15 sarà il primo a debuttare, nel corso di questo primo semestre, mentre i 64-bit di Project Denver vedranno il loro sbocco commerciale nel successivo.

All'inizio dell'articolo avevamo citato pure "iOS in auto". Il contrattacco firmato proprio da Google e nVidia è già pronto, con la costituzione della Open Automotive Alliance, alla quale parteciperanno Audi, General Motors, Honda e Hyundai. L'obiettivo è creare una piattaforma comune per promuovere l'adozione di Android nel settore automobilistico, come dashboard da intrattenimento e navigazione GPS, integrandosi strettamente con gli smartphone della cugina Open Handset Alliance. Sempre in modo simile, i punti cardine saranno l'apertura della piattaforma, la possibilità di personalizzazione e la scalabilità su hardware differenti. Un'iniziativa molto importante, che per la sua stessa natura rischia di mettere in difficoltà sia l'altrettanto debuttante Apple sia soprattutto Microsoft, già presente attraverso Windows Embedded. Difficile capire oggi come Android sarà adattato allo scopo, al pari delle auto di serie che per prime implementeranno tali soluzioni. La sfida, però, è già iniziata.

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