Eccoci all'ultima parte della serie dedicata al 2013 di Apple, stavolta dedicata alle sue maggiori rivali. Anche per loro è stato un anno piuttosto intenso, che preannuncia un 2014 ancor più impegnativo. Tante le sfide da affrontare, con classifiche da scalare e primati da tenere saldamente. Iniziamo dall'azienda che probabilmente viaggerà nella situazione di maggior tranquillità, salvo sorprese.

Google

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A Mountain View si è appena chiuso un 2013 coi fiocchi, soprattutto grazie ad Android. Il robottino verde, recentemente approdato alla versione 4.4 KitKat, continua a mantenere ben salda la sua leadership nel mercato smartphone, crescendo al contempo per quel che riguarda i tablet. La famiglia Nexus prosegue nel suo cammino con buone evoluzioni dei suoi componenti, ad eccezione della fascia 9-10" al momento lasciata ferma al 2012. Per quanto riguarda la fascia bassa, oltre ai miglioramenti tecnici apportati da KitKat, la principale risposta all'ascesa del Lumia 520 è data dal Moto G di Motorola, sua controllata. Grazie a opinioni perlopiù positive e un solido rapporto qualità/prezzo, la partenza di questa nuova offensiva è da ritenersi incoraggiante per Page e soci.

Riscontro positivo pure per i Chromebook, che attraggono sempre più partner, tra cui Dell, e stanno prendendo non solo piede nel settore educativo, ma pure all'interno delle imprese. Un risultato importante, se consideriamo che tutto sommato la gamma Chromebook è ancora migliorabile sia per varietà di prodotti offerti (non quantità, che c'è già) sia per diffusione internazionale. Chrome OS fa passi avanti mese dopo mese, aumentando le sue capacità sia online che offline; la strada è però ancora lunga, per poter competere tout court con Windows, la cui forte posizione di mercato nei PC è nel mirino di Google.

Un 2014 di miglioramenti, particolarmente all'insegna dei Google Glass e dell'automazione. Ma ci sono altri settori in cui la società si concentrerà, come Google+ il cui uso è in crescita anche grazie agli sforzi profusi nell'ultimo anno per aumentarne le funzionalità. Potrebbero esserci dei guastafeste? Sì, due in particolare, di cui parleremo proprio qui sotto. Il primo si trova a Redmond.

Microsoft

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Continua la grande e progressiva svolta che sta compiendo Microsoft, iniziata nel 2012 col poco fortunato Windows 8 e una nuova immagine aziendale. Per l'anno appena inaugurato troviamo numerosi punti chiave da affrontare. Il primo è relativo ai piani alti: dopo 14 anni, il CEO Steve Ballmer sta per lasciare le redini del colosso, con un successore il cui nome appare ancora avvolto nel mistero. Sarà una soluzione interna o esterna? Attualmente è ancora difficile da dire; sembra però farsi più lontana l'ipotesi Alan Mullally, l'attuale CEO di Ford. Il tempo non manca, se consideriamo che l'annuncio del ritiro di Ballmer è arrivato ad agosto 2013 e vennero fissati 12 mesi per svolgere la transizione. Guardando però alle strategie future, prima avviene e meglio è.

Il secondo punto chiave è l'acquisizione della divisione dispositivi Nokia, il cui completamento è previsto nei prossimi mesi. Come si procederà nella gestione dei futuri Lumia, sui quali non si applicheranno le licenze d'uso del brand finlandese? L'utenza accetterà i cambiamenti? E per gli Asha, che invece potranno continuare a essere marchiati Nokia, è davvero previsto un futuro? Questa domanda sorge poi alla luce della strana vicenda di "Normandy", dispositivo di fascia bassa dotato di una versione personalizzata di Android, con dichiarazioni contrastanti riguardo la cancellazione o prosecuzione del progetto e una nuova immagine fresca. Possibile che Microsoft decida di portare avanti un prodotto basato sul sistema operativo della sua più grande rivale, per quanto modificato? In fondo, si tratterebbe di risorse sottratte a Windows Phone.

E proprio Windows Phone è il terzo punto chiave del 2014 Microsoftiano. Forte di un anno di ottima crescita, anche a livello di apps (i grandi nomi sono finalmente attivi e presenti), la versione 8.1 è attesa perlomeno in una forma non ancora definitiva alla conferenza BUILD di aprile, con numerose aggiunte rispetto all'attuale. Inoltre, a Redmond sanno bene quanto non sia sufficiente puntare sulle sole risorse ex-Nokia per erodere le quote di Android. Ci vuole una maggiore concertazione con gli OEM. Mentre si cerca di rassicurare e tenere sulla barca HTC, Huawei e Samsung, stando ai più recenti rumors sono in corso importanti trattative con Sony e ZTE. Di certo dovranno essere particolarmente convincenti, per far sì che le sopraccitate aziende, attualmente molto impegnate con prodotti Android, decidano di investire su Windows Phone, dove i Lumia hanno finora fatto la parte da leone.

Dagli smartphone al desktop. Windows: cosa gli riserva il futuro? Il 2014 potrebbe darci solo parte delle risposte su Threshold, attraverso qualche Developer Preview in vista di un rilascio definitivo nel 2015. Le roadmap, però, possono cambiare in ogni momento e Microsoft ha la necessità di cambiare rapidamente il corso degli eventi, con Windows 8.1 che ha migliorato ma non risolto la situazione creatasi dal 2012. Un rilancio che su desktop potrebbe passare dal ritorno del menu Start, mentre su tablet il merito andrebbe principalmente al team cugino di Office con la versione Metro/Modern della suite.

Samsung

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In Corea si è assistito a un 2013 di sostanziale successo, ma che ha lasciato margini di miglioramento per il 2014. Parliamo in particolare degli smartphone, dove l'S4, per quanto abbia ben venduto, sembra aver mostrato un po' di stanca nei confronti della linea Galaxy. Il successore S5 potrebbe essere chiamato alle armi prima del previsto, già al Mobile World Congress di febbraio, stando a quanto affermato dal Vicepresidente per la "Design Strategy" dell'azienda stessa. Un punto caldo potrebbe essere rappresentato dai processori 64-bit, su cui Samsung aveva giurato vendetta ad Apple poco dopo l'introduzione dell'iPhone 5s. Ancor più, però, c'è la volontà di intervenire sui materiali, spesso oggetto di forti critiche; per quelli si parla però di una linea dedicata, la F, con scocca in metallo.

Altro settore su cui Samsung presterà particolare attenzione è quello degli smartwatch. Il Galaxy Gear sembra più da considerarsi un prototipo destinato agli early adopters piuttosto che un prodotto finito, e in effetti le vendite tendono a confermarlo. L'azienda fa però bene a non demordere, avendo già in cantiere la seconda versione da presentare nei prossimi mesi. Gli errori sono serviti a fare esperienza preziosa, che sarà utile soprattutto quando Apple e altre decideranno di entrare in campo.

Nel concludere il discorso su Google, abbiamo detto come due guastafeste potrebbero renderle meno dolce il 2014. La seconda è proprio Samsung. I suoi Galaxy spadroneggiano tra i dispositivi Android, e versione dopo versione della TouchWiz è sempre più difficile vedere la mano dietro le quinte degli ingegneri di Mountain View. Un divario tra le due società che potrebbe allargarsi a breve, non appena saranno sul mercato i primi dispositivi col sistema operativo Tizen, sviluppato proprio dai coreani in collaborazione con Intel. Difficile che già quest'anno avranno un grande impatto, ma in un contesto a medio-lungo termine la forza commerciale di Samsung non sarà affatto da sottovalutare. Google avvisata.

Difficile succeda, ma se succede un eventuale accordo con Apple per porre fine all'annosa guerra legale sarebbe alquanto gradito; i benefici ci sarebbero per tutte e due.

Le altre

Ci avviamo verso la conclusione parlando brevemente di alcune altre aziende sotto la luce dei riflettori. Una di queste è sicuramente Amazon, che procede nel miglioramento della sua serie Kindle Fire. Ma a quando lo sbarco nel settore smartphone? Il 2014 è continuamente indicato come l'anno giusto, ma simili predizioni erano occorse pure per il 2013. Sembra comunque piuttosto certo che presto o tardi Jeff Bezos colpirà pure lì. Non resta che attendere.

Anno di austerity per BlackBerry, dopo un 2013 che definire disastroso è dir poco. Eppure le premesse mostrate dal sistema operativo BlackBerry 10 e i dispositivi ad esso correlati erano buone; sul mercato non hanno però saputo concretizzarle in fatti. Dopo un cambio di CEO, da Thorsten Heins a John Chen, l'azienda ha dato una decisa sterzata sul suo core business, la messaggistica, portando il suo client pure su iOS e Android, mentre il resto del software andrà a riposizionarsi perlopiù sulla fascia aziendale/prosumer. Da segnalare inoltre la collaborazione produttiva con Foxconn che tra marzo e aprile dovrebbe dar vita a un dispositivo 3G di fascia medio-bassa, Jakarta, destinato soprattutto ai mercati emergenti. Basterà per rimanere a galla? Speriamo per BlackBerry di sì, ma il destino è solo ed esclusivamente nelle sue mani.

Cosa intende fare Facebook dopo la sfortunata esperienza dell'interfaccia Home per Android? Zuckerberg non sembra mostrare segni di resa, gli aggiornamenti al prodotto continuano, così come le nuove funzionalità introdotte sia nel social network stesso che in Instagram. La forte posizione conquistata andrà sempre più difesa, contro un Google+ che arricchisce di mese in mese il suo arsenale.

Jolla e Mozilla, Sailfish OS e Firefox OS. Il primo una possibile rivincita di MeeGo e del suo vecchio team di sviluppo, lasciato andare da Nokia dopo che questa aveva concentrato le sue risorse su Windows Phone. Il secondo una sfida rivolta soprattutto destinata alla fascia bassa, che coinvolge per ora dispositivi Alcatel e ZTE non brillanti per prestazioni e dotazione, in attesa di vedere le proposte di LG e Sony. Riusciranno questi due sistemi operativi a ritagliarsi il loro posto al sole? La sfida è ardua, con un mercato che sta accettando solo di recente Windows Phone come terza forza. Il rischio è di ritrovarsi troppi galli nel pollaio che portino inevitabilmente a una selezione naturale dei più forti.

Chiudiamo qui la rubrica dedicata al 2013 di Apple e delle sue maggiori rivali, auspicando un 2014 ancor più interessante e ricco di innovazioni. Le prime indicazioni in merito potrebbero arrivarci fra pochi giorni dal consueto appuntamento annuale col CES di Las Vegas. Al prossimo articolo!