Durante l'epoca dei netbook è apparso chiaro che molti utenti potevano accontentarsi di PC meno completi e performanti di quelli tradizionali. Forse a guidarne il boom è stato anche il prezzo conveniente, ma non tutti sono rimasti soddisfatti di questi mini-portatili. C'è chi li utilizza ancora oggi, ma per la maggior parte degli acquirenti hanno rappresentato solo il primo passo nel mondo dei personal computer, poi concretizzatosi con l'acquisto di un computer più performante o, al contrario, di un tablet. Di certo c'è che i netbook sono stati padroni di un tempo ma si sono dissolti in una bolla molto velocemente, eccezion fatta per il tentativo di Google di reinventarli con il Chromebook.

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Oggi si acquistano prevalentemente portatili – meglio se sottili come gli ultrabook – e tablet. Questi ultimi sono più lontani dalla concezione di un computer di quanto non fossero i notebook, ma offrono un'esperienza sempre più appagante e completa. Per molti utenti un tablet può essere più che sufficiente ma è pur vero che rimangono molto distanti per caratteristiche fisiche rispetto ad un tradizionale PC. Ad onore di cronaca bisogna anche citare gli esperimenti integrati, in particolare in ambito Windows, con prodotti trasformabili in grado di funzionare sia come tablet che come portatile, ma non hanno mai avuto il successo sperato.

La maggior parte degli istituti di statistica distingue le soluzioni in base alle caratteristiche fisiche, per cui un tablet è considerato diverso da un PC anche se può essere finalizzato agli stessi usi. Si tratta di una catalogazione oggettivamente ineccepibile, d'altronde hanno anche nomi diversi, eppure per una larga fetta di utenti finali si potrebbe dire che dividono lo stesso mercato. La potenza nei tablet non è più un limite e se ci si deve approcciare all'informatica come consumatori, di notizie, contenuti multimediali e interazioni sociali, allora le differenze tra i due mondi si assottigliano. E più si riducono le nostre esigenze più emergono i vantaggi di uno strumento semplice come il tablet, che si comanda in punta di dita.

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Il mercato dei computer è attualmente in flessione, specie nel vecchio continente, con punte di maggiore negatività proprio in Italia. Secondo Gartner le vendite dell'ultimo periodo dell'anno si sono ridotte del 9,7% dal 2012 al 2013, una contrazione trasversale che ha toccato la maggior parte dei produttori. Le uniche ad incrementare le loro quote percentuali sono Acer ed Apple, con quest'ultima che segna un corposo +29,9% nella nostra penisola. Numericamente si sono vendute meno unità rispetto al 2011 ma la contrazione ha toccato di più gli altri marchi, per questo Apple ha portato a casa un risultato così significativo. Sony è così in crisi che ha deciso di vendere l'intera divisione PC al gruppo di investitori Japan Industrial Partners, i quali tenteranno di mantenere vivo il marchio Vaio quantomeno sul suolo giapponese, mentre sarà difficile rivederlo in Europa, almeno nel futuro prossimo.

Le notizie positive per Apple non finiscono qui, perché se proviamo a considerare PC e tablet insieme, cosa che ha fatto Canalys come evidenziato da AppleInsider, allora l'azienda dell'iPad si posiziona saldamente al primo posto nel mercato mondiale, superando la cinese Lenovo in modo deciso. In questi termini la classica subisce ulteriori variazioni e vediamo spuntare anche Samsung come terzo produttore, in particolare grazie al successo della sua linea Galaxy Tab/Note.

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I computer e i tablet Apple sono tra i più costosi del mercato, un po' come la linea Vaio di Sony, ma evidentemente raccolgono molti più consensi da parte degli utenti. Le motivazioni? Sicuramente il marchio continua ad avere un grande appeal ma tra i fattori utili nella scelta crediamo ci siano anche la qualità, il design e non da ultimi anche i sistemi operativi proprietari: OS X ed iOS. Altro fattore interessante che ha sempre contraddistinto Apple è l'attenta scaletta dei prezzi che evita le sovrapposizioni, con i tablet alla base della gamma e poi, salendo, Mac mini, MacBook Air e MacBook Pro / iMac più o meno allo stesso livello. Certo c'è chi vorrebbe un Mac Pro e può permettersi solo un mini, tuttavia l'azienda offre una soluzione specifica per ogni tasca, evitando il più possibile le sovrapposizioni di prezzo e prodotti.