Ogni iDevice, al di là del sistema operativo, è una storia a sé. Si rivolge a una fascia merceologica precisa, a determinate utenze, con componenti adatti allo scopo (CPU migliore, display più grande, modulo 4G, ecc.). Questa semi-indipendenza fa sì che pure la vita operativa media abbia un impatto più o meno forte. E per chi credeva invece a iPhone e iPad molto allineati come durata, dovrà ricredersi: a quanto pare il tablet ha un ritmo più lento di ricambio.

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Come riportato da Fortune, infatti, una relazione statistica di Consumer Intelligence Research Partners colloca l'iPad pressoché allo stesso livello del Mac nella tabella soprastante. Ma non solo: nel campione di 2.000 persone intervistate è emerso un possibile quadro ancor più a lungo termine, vicino al ciclo di vita dei televisori, stimato tra i 5 e i 10 anni. I motivi principali di sostituzione dell'iPad sarebbero i medesimi dei prodotti citati, ovvero abbassamento delle performance rispetto ai dispositivi nuovi e cambiamenti qualitativi importanti in questi ultimi. Una situazione ben diversa rispetto al settore smartphone dove il ricambio è più frequente, specialmente negli USA in cui gli abbonamenti con telefono incluso vanno per la maggiore.

A controbilanciare la minor frequenza degli acquisti c'è però un mercato ancora in crescita, dove il 78% dei compratori di iPad è al suo primo modello, mentre per la telefonia la percentuale di reale novità sta scendendo, a seguito della graduale maturazione di tale commercio:

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Anche al momento della sostituzione gli scenari differiscono in modo sensibile: se iPhone e concorrenti vengono perlopiù rivenduti o permutati, i vecchi tablet sembrano suscitare più generosità, con una buona percentuale che li dà a un familiare o amico. E nel caso in cui si rompa, venga smarrito oppure rubato? L'acquisto del nuovo non è così impellente, si può pure attendere una settimana e anche oltre:

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La conclusione tratta da CIRP è semplice: per quanto Apple collochi l'iPad nella gamma iOS, vita operativa media e comportamento sul mercato lo avvicinano ai Mac. Ciò sembra peraltro dare una conferma implicita alla tendenza osservatasi in vari casi a renderlo come dispositivo primario rispetto a un computer desktop/portatile e talvolta del tutto sostitutivo.

A Cupertino possono essere soddisfatti del risultato ottenuto? Per ora sicuramente sì. Anche se a livello numerico l'ecosistema Android sta macinando pure tra i tablet, le vendite di iPad continuano ad andare più che bene e i margini di sviluppo rimangono alti. Tuttavia, è plausibile che sul lungo termine qualsiasi produttore, non solo Apple, dovrà cercare una strategia per tenere vivo il mercato e non rischiare di stagnarsi com'è accaduto ai PC, la cui lunga durata si è paradossalmente rivelata un boomerang in assenza di ulteriore crescita. Ma tutto questo è un discorso che approfondiremo a tempo debito.