Avevamo già parlato di uno dei progetti più interessanti attualmente in casa Google, ovvero "Ara". Questo smartphone modulare, passato sotto il controllo diretto dell'azienda di Mountain View con la cessione a Lenovo di Motorola Mobility, promette di cambiare in modo drastico il settore, con un approccio ai componenti totalmente diverso rispetto agli attuali prodotti. Il punto di forza sarà infatti la possibilità di sostituirli a piacimento, sia per aggiornamenti tecnologici sia per variazioni puramente estetiche. Nel corso di questa settimana, come già accennato nell'articolo linkato sopra, si stanno svolgendo delle conferenze per gli sviluppatori, con nuovi dettagli anche per l'utente comune.

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Come riporta The Next Web, tutto partirà da una base, chiamata Endo. Ad essa potranno poi essere aggiunti i moduli desiderati, modificando la configurazione e la conformazione dello smartphone a seconda delle proprie necessità. Ogni parte si "incastrerà" attraverso fermi elettromagnetici. Le modalità previste sono On e Off: nella prima, il modulo è connesso in maniera funzionante a Endo, scambiando le informazioni; nella seconda, invece, il blocco viene automaticamente sganciato per la sostituzione. Il tutto sarà comandato via software, con un apposito aggiornamento di Android che supporterà i dispositivi modulari.

I moduli potranno essere costruiti non solo da Google, ma da qualsiasi sviluppatore interessato e venduti al pubblico, sia online sia nei negozi fisici. La prima dovrebbe comunque costituire una via preferenziale, con un vero e proprio sito di ecommerce dove chiunque potrà acquistare Endo insieme ai componenti desiderati. Tre sono le modalità previste per la prova prima dell'acquisto: una è appunto costituita dagli store fisici. La seconda, invece, è puramente via Internet e si basa su un simulatore. La terza, più difficile da realizzarsi perché prevede l'ottenimento preventivo dei moduli, è di testarli su un dispositivo "Ara" di amici o parenti in modalità ospite. Vi saranno sia parti singole (fotocamera, antenne, schermo...) sia con funzionalità multiple, a piacere dello sviluppatore con l'unico vincolo di rispettare il design del dispositivo, che concede poco a curve e bombature.

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Touchscreen, con tastiera QWERTY fisica o tastierino numerico. Dimensioni piccole, medie e grandi da phablet. Google prevede opzioni per tutti i gusti. Ad oggi le attenzioni principali sono sulla versione media, mostrata durante le conferenze sotto forma di prototipo ancora poco avanzato. Gli sviluppatori potranno intanto iniziare a progettare i loro moduli attraverso il Module Development Kit fornito, mentre per un dispositivo davvero funzionante su cui provarli bisognerà attendere settembre. Gennaio 2015 sarà invece il fatidico mese per il debutto pubblico, con prezzi che partono dai 50 $ per Grey Phone, dotato solo di alcuni componenti base, per arrivare fino ai 500 $ a seconda delle personalizzazioni effettuate. L'aspetto più interessante per noi utenti sarà però la durata: con periodici aggiornamenti, si stimano fino a 6 anni con lo stesso "scheletro". Un processore nuovo o una fotocamera migliore potranno essere implementati quando e come si vorrà, con l'ulteriore beneficio costituito dal fatto che se si romperà un modulo non si dovrà buttare l'intero telefono.

Intrigante? Sì. Attraente? Sul piano estetico, almeno per ora poco. Ma c'è da giurarci che se "Project Ara" saprà davvero prendere piede, Google non perderà tempo a perfezionare il design, dandogli un aspetto all'altezza dei concorrenti non modulari. Una scommessa che richiederà forse di attendere addirittura il 2016 per capire bene come verrà accolta. Attendiamo con curiosità la prova sul campo al momento opportuno.