Qualche tempo fa ci siamo interrogati sulla Creative Cloud, chiedendoci se fosse veramente conveniente non essere più in possesso delle applicazioni che si usano per lavoro. La questione delle app in affitto ha diviso i nostri lettori tra chi trova comunque conveniente il canone e chi ritiene che sia una schiavitù a cui non doversi piegare. Di certo utilizzare tutta la suite è particolarmente conveniente per chi effettivamente adopera molti dei suoi software, ma si è in un certo senso schiavi del servizio. Secondo le policy serve collegarsi ad internet per convalidare il proprio account almeno una volta ogni 30 giorni per l'abbonamento mensile e ogni 100 giorni per quello annuale, altrimenti non si possono utilizzare le app offline. Ebbene ieri per quasi tutta la giornata, notte italiana inclusa, la Creative Cloud era fuori uso e molti utenti in tutto il mondo non hanno potuto collegarsi al proprio account. Questo ha portato difficoltà nel loggarsi al sistema, scaricare gli aggiornamenti delle app e perfino di autenticarle. E se si era raggiunto il limite per la lavorazione offline non si potevano più adoperare. Fortunatamente il problema è stato risolto oggi e Adobe si è scusata augurandosi che non ricapiterà più. A me è successo di dover scaricare un'app della CC su un computer e di non poterlo fare, con conseguenti problemi di produttività e immagino che possa essere successo anche di peggio considerando gli utenti di tutto il mondo. Questo è un altro aspetto negativo da considerare quando si decide di affidarsi ad un servizio che si basa su un server remoto per funzionare e speriamo davvero che Adobe non debba scusarsi in futuro per problemi analoghi.

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