Un segno dei tempi anche questo. La crescita di Google è apparentemente inarrestabile in tutti i settori nei quali è presente, grazie a una politica commerciale aggressiva e una buona esperienza d'uso offerta dai suoi prodotti, mantenuta aggiornata in modo costante e in tempi rapidi. Apple, per quanto difenda efficacemente la sua posizione di mercato, non è comunque in grado di reggere il confronto sul piano quantitativo prediletto da Mountain View. Google è pressoché ovunque, difficilmente si potrà farne a meno, anche per il solo servizio di ricerca che ne ha fatto le fortune iniziali. E così, anche nella guerra dei brand Larry Page è riuscito ad assestare un colpo alla grande rivale di Cupertino. Big G è infatti diventato il marchio di maggior valore al mondo.

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Nella classifica annuale "The BrandZ Top 100 Most Value Global Brands", curata dalle società WPP e Millward Brown operanti nel settore pubblicitario, Google domina con un valore di ben 159 miliardi di $, cresciuto del 40% rispetto all'anno precedente. In discesa Apple, che dopo tre anni di primato cede terreno e va al secondo posto con 148 miliardi, un calo del 20%. IBM, Microsoft (in forte ripresa) e McDonald's completano rispettivamente il resto della vetta. Le dichiarazioni del vicepresidente di Millward Brown Optimor, Oscar Yuan, riflettono la percezione di molti: Apple, famosa per essere entrata in vari settori preesistenti e averli rivoluzionati in pieno, oggi appare più lenta nel farlo. Google, al contrario, è un fiume in piena che non ha paura di affrontare nuove sfide, come quella dell'automazione casalinga con l'acquisizione di Nest, e non lascia quasi mai nulla al caso per raggiungere gli obiettivi prefissati, sapendosi correggere velocemente dove è occorso il "quasi".

Il compito più difficile inizierà però proprio ora. Google dovrà fare in modo di consolidare il nuovo trono su cui si è seduta, cercando di proseguire nell'innovazione e al contempo non sbagliare dal momento che poco le sarà concesso. Privacy, antitrust e pubblicità sono tutt'oggi argomenti spinosi per la società, avvertita da vari come eccessivamente invadente. Se non fosse stata smentita la parte relativa all'introduzione di messaggi promozionali nei termostati Nest così come in altri elettrodomestici, emersa da un'incorretta formulazione in una lettera destinata alla Securities and Exchange Commission, l'equivalente statunitense della nostra Consob, l'impatto sull'immagine sarebbe stato probabilmente negativo. La conferenza I/O sarà invece un'occasione preziosa per accumulare punti positivi, e anche noi siamo molto curiosi di vedere le prossime novità previste per la piattaforma Android e non solo.