Si è concluso anche il secondo processo Apple contro Samsung, avente ad oggetto la richiesta dell'azienda californiana del riconoscimento della violazione di alcuni suoi brevetti da parte dei coreani e di un risarcimento danni pari a 2 miliardi di dollari.

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La giuria della Corte della California ha riconosciuto la violazione di tre brevetti fra le cinque contestate, mentre il giudice ha stabilito un risarcimento danni a carico di Samsung pari a 119.6 milioni di dollari.

Il processo, che si è svolto nell'arco del mese appena trascorso come da calendario, ha visto testimoni eccellenti, quali Phil Schiller e Greg Christie.

La giuria ha riconosciuto l'infrazione dei seguenti brevetti da parte di Samsung:

  • Brevetto 5,946,647: riguarda i cosiddetti "data detectors", ossia quei processi di iOS che riconoscono gli indirizzi email o le date riportate in un testo e li trasformano in link cliccabili per poter inviare un messaggio di posta o registrare un appuntamento nel calendario;
  • Brevetto 8,046,721: il tanto famoso "slide to unlock" che da sempre ha caratterizzato iPhone, divenendone, sin dalla sua presentazione nel gennaio del 2007, un segno distintivo;
  • Brevetto 8,074,172: riguarda la funzione di autocorrezione del testo in iOS.

Secondo la giuria, Samsung non avrebbe infranto altri due brevetti riguardanti la possibilità di avviare una ricerca web direttamente dal sistema di ricerca di un OS (il pulsante "Cerca sul web" di Spotlight di iOS, per intenderci) e i metodi di sincronizzazione dei dati con un server esterno (afferente, in questo caso, al backup dei dati di iCloud).

Ricordiamo che Samsung aveva spiegato una domanda riconvenzionale nei confronti di Apple, chiedendo che la giuria accertasse anche la violazione dei brevetti 5,579,239 (streaming di immagini e video durante una videochiamata, con chiaro riferimento a FaceTime) e 6,226,449 (registrazioni di immagini, video e audio) registrati dai coreani: secondo i giurati, il primo brevetto non sarebbe stato violato, mentre per la violazione del secondo la Corte ha stabilito un risarcimento danni in favore di Samsung di 158.400,00 dollari.

Ora resta da vedere se Google manterrà la promessa di pagare parte del risarcimento danni posto in capo a Samsung: ormai è abbastanza chiaro che l'obiettivo di Apple è attaccare Samsung per colpire Google: ricordiamo che durante questo processo è emerso che prima della presentazione di iOS, Android era poco più che un'app Java che l'azienda di Mountain View stava sviluppando per dei terminali con tastiera fisica stile BlackBerry e che i vertici decisero di virare verso un modello di sistema operativo completo e con UI touch per non essere tagliati fuori dal mercato ancor prima della sua presentazione.

La guerra termonucleare contro Android è, forse, appena iniziata.