Il mercato dei dispositivi "indossabili" è in rampa di lancio, con alcuni prodotti già lanciati, vedasi Samsung, e altri da tempo in preparazione, vedasi Apple iWatch. Una delle categorie che più si sta intersecando con essi è quella medica, con una forte spinta sia su sensori biometrici avanzati sia su software adeguatamente ottimizzato, il tutto al fine di rilasciare prodotti sempre più completi e in grado anche di monitorare la nostra salute. In questo campo ancora una volta è Samsung a voler piazzare la prima grande mossa pubblica, annunciando la piattaforma Simband.

samsungsimband

La presentazione è avvenuta qualche ora fa durante un evento a San Francisco. Simband è un ecosistema che comprende hardware e software, aperta a tutti; nelle intenzioni, quindi, potrebbe rappresentare una sorta di Android dell'healthcare. La parte hardware è naturalmente protesa verso dispositivi come gli smartwatch, dotati di svariati sensori al fine di tener traccia dei principali parametri vitali in tempo reale. Collegandosi a una rete senza fili, le informazioni verranno caricate sulla rete cloud SAMI, al fine di permettere ai vari software l'elaborazione dei dati, permettendo agli utenti di tener traccia ad esempio dei propri progressi negli esercizi fisici o dei valori della pressione al fine di prevenire patologie o tenerle sotto controllo se già comparse, come l'ipertensione. Samsung assicura che ogni informazione personale sarà accessibile solo da noi stessi, senza usi a scopi pubblicitari; un messaggio, almeno all'apparenza, tranquillizzante per coloro che temevano una piattaforma "alla Google".

Allo stato attuale non sono previsti prodotti sul mercato con Simband: il reference design mostrato, nome in codice Fish, è ancora lontano dall'essere sufficientemente pronto per la commercializzazione. Tra i motivi di ciò vi è anche il consumo energetico, punto su cui Samsung sta lavorando molto al fine di migliorare l'autonomia. Nel prosieguo dell'anno arriveranno comunque dispositivi che permetteranno ai più interessati di dare una prima occhiata alla piattaforma in uno stadio più completo rispetto a quanto visto oggi. In contemporanea saranno rese disponibili le API per lo sviluppo di apps ottimizzate. Per incentivare ulteriormente l'adozione di queste tecnologie, Samsung ha creato la Digital Health Challenge, costituita da un fondo di 50 milioni di $ aperto alle startup che vogliono entrare o sono già tra le più attive nel settore.

Ancora una volta l'offensiva parte dalla Corea, a pochi giorni dal WWDC 2014 che potrete seguire anche col nostro appuntamento #SaggioMela in diretta. Se le indiscrezioni di 9to5Mac si riveleranno corrette, Apple potrebbe avere già la risposta in caldo, quantomeno dal punto di vista software, attraverso Healthbook. Un'altra sfida è appena iniziata. Speriamo che almeno stavolta non sia soggetta a guerre di brevetti: sarebbe ancor più spiacevole doverle sperimentare sulla nostra pelle, letteralmente.

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