Si è parlato spesso negli scorsi mesi del servizio Mappe di Apple, in graduale miglioramento ma ancora piuttosto indietro rispetto al principale rivale di Google (che vanta però svariati anni di esperienza, va detto). Svariate funzionalità erano previste, ma alcune, come si è visto anche al WWDC 2014, non hanno fatto il loro debutto essendo rimaste indietro, come la gestione di itinerari basati sui trasporti pubblici, in buona parte eredità dell'app HopStop acquisita quasi un anno fa. C'è però una differenza tra i rumors pre-WWDC e le nuove indiscrezioni di TechCrunch: le problematiche non sembrano essere tanto tecniche, quanto organizzative.

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Molti sviluppatori al lavoro nel team Mappe avrebbero infatti lasciato Apple, con un conseguente mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati per iOS 8. Gli artefici del disastro sarebbero nel management, non capaci di gestire la situazione e confusionari nell'assegnare i compiti di ciascuno, spesso spostando elementi da un'area all'altra più volte, come se non si avesse idea di dove piazzarli. Su 9to5Mac vengono anche fatti i nomi e i cognomi di spicco che hanno lasciato la barca negli ultimi mesi: l'"Head of Geo" Jared Waldman, proveniente da Placebase (una delle svariate piccole aziende del settore inglobate a Cupertino) andato via a fine 2013, ma soprattutto Cathy Edwards, arrivata dall'acquisizione di Chomp nel 2012 e posta a capo della qualità delle mappe fino allo scorso aprile. Proprio la posizione della Edwards è quella che avrebbe creato maggiori attriti all'interno del gruppo, con uno stile gestionale soggetto a forti lamentele e anche a richieste di indagini interne da parte del dipartimento risorse umane di Apple. Tale situazione insostenibile ha avuto come unica via d'uscita la fuoriuscita della Edwards di due mesi fa.

Un problema serio, che certamente sta pesando pure sullo stesso Eddy Cue, che si occupa di tutti i servizi online di Apple e aveva preso in carico Mappe dopo l'addio di Scott Forstall. Il tutto in un settore dove non è facile risolverla a suon di miliardi, come nel caso di Beats, acquisizione caldeggiata non solo dal marchio ma pure dallo streaming di Beats Music, che andrà a colmare una lacuna nell'ecosistema Apple scarsamente affrontata da iTunes Radio, a causa sia di un management ottuso al punto da ignorare per troppo tempo il fenomeno in ascesa e le sue apps, come Spotify, sia di un team di sviluppo così scoraggiato dal preferire apertamente l'uso delle soluzioni concorrenti, come riporta Buzzfeed. Con le mappe, invece, dove spazio per operazioni stile Beats sono ben più limitati, solo uno sviluppo più accurato e di qualità, un team più affiatato e piccole acquisizioni integrative, come quella del servizio social per i luoghi di interesse Spotsetter, potranno davvero aiutare.

I lavori comunque proseguono, e come già prima del WWDC 2014 si riportava, in iOS 8.1 ci si dovrebbe finalmente rimettere in carreggiata. Una testimonianza, scovata da BGR, arriva direttamente dal materiale pubblicato da Apple relativo alla conferenza. Un'icona posta tra quelle per la visuale 3D e la condivisione. Non appena il materiale emerso ha avuto risonanza mediatica, esso è stato prontamente rimosso dall'azienda, una conferma di fatto che ancora non sono pronti per parlarne ufficialmente.

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Non c'è alternativa dunque per chi aspettava interventi più corposi su Mappe: salvo miracolose accelerazioni nello sviluppo, bisognerà attendere i primi mesi del prossimo anno. Coloro che hanno necessità di soluzioni più complete dovranno proseguire con Google Maps o altre terze parti. Da parte nostra speriamo di non doverci ritrovare a giugno 2015 a riportare ancora situazioni spiacevoli come quella descritta poc'anzi.