Una situazione spinosa per Apple, qualora davvero si profilasse un'acquisizione del genere. Nuance Communications potrebbe essere infatti in vendita, con un pretendente in vantaggio: Samsung. Ciò viene riportato dal Wall Street Journal, il quale si spinge anche a citare discussioni vere e proprie di acquisizione, in corso già da diversi mesi. Il pacchetto nelle mire dell'azienda coreana è alquanto interessante.

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Nuance è rinomata per la qualità dei software di riconoscimento vocale, sia sviluppati da zero sia acquisiti nel corso del tempo, in particolare lo storico Dragon NaturallySpeaking. Tante sono le aziende che si affidano alle sue tecnologie: tra le sue clienti, si annoverano la stessa Samsung per l'assistente virtuale S-Voice e soprattutto Apple per Siri. Una relazione che dura già da diversi anni, confermata col, per così dire, coming out pubblico, di Paul Ricci, CEO di Nuance, che nel 2013 ha sottolineato lo status della sua società come partner fondamentale per il servizio vocale di Cupertino.

È bene precisare comunque che non si ha la certezza dell'esito delle trattative negli ultimi tempi, se stanno proseguendo oppure si sono arenate. Inoltre, non sarebbe Samsung l'unica corteggiatrice, con vari fondi di private equity altrettanto interessati. La situazione rende in ogni caso necessario per Apple pensare a un piano B, per evitare di rimanere scoperti nel caso per essa infausto, ovvero il matrimonio Nuance-Samsung, ma anche generalmente per ridurre la dipendenza da un servizio esterno, agendo sempre più come Google che cura direttamente il riconoscimento vocale nei propri prodotti. Come ricorda Macrumors, già dallo scorso anno un team apposito a Boston sarebbe interamente dedicato a Siri, e non si può escludere affatto che tra i progetti a lungo termine non vi sia proprio uno speech engine. Non è necessario accelerare a tavoletta, in fondo, anche qualora venisse annunciata l'acquisizione, con buone probabilità occorrerebbero molti mesi prima di vederne il perfezionamento finale e dunque i primi cambiamenti sotto la gestione asiatica. E se l'esperienza Mappe ha fornito un buona lezione ad Apple, meglio prendersi il tempo necessario anche cercando un partner di transizione, effettuando il passaggio al riconoscimento vocale "fatto in casa" al momento più opportuno.