Anni fa, il mondo della tecnologia guardava soprattutto alle sfide tra grandi aziende americane e giapponesi, una battaglia commerciale che ha poi visto coinvolte anche altre realtà rampanti, in particolar modo coreane e taiwanesi, con marchi come Acer, Asus, LG e Samsung. Adesso però le rivali si stanno moltiplicando per tutti, con un'offensiva su più fronti. Il mercato della telefonia non fa certo eccezione, e se in un passato non lontano si vedevano i "cinafonini" come dispositivi di scarsa qualità, oggi la situazione è ben diversa, con prodotti curati, brand già noti al pubblico e altri in ascesa. A sentirne di più le conseguenze sembrano essere proprio le prime della classe, ovvero Apple e Samsung.

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I report di IDC sul secondo trimestre 2014, pubblicati da 9to5Mac, non lasciano dubbi: il duo di testa rischia di non poter contenere l'avanzata di altri marchi. Samsung ha perso complessivamente quasi il 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con alcuni milioni in meno di unità immesse nel mercato e un vistoso calo della sua quota percentuale. Dal canto suo, Apple ottiene una crescita del 12%, ma dovuta dalle maggiori unità distribuite e non dalla quota di mercato, calante seppur in modo meno consistente della sua maggiore rivale. Sono i dati di Huawei e Lenovo a colpire invece in positivo, soprattutto la prima che ha fatto crescere la sua presenza nel settore smartphone quasi del doppio. La seconda ha comunque buoni ritmi, sebbene al momento solo sufficienti per compiere il sorpasso su LG, ora a chiusura della Top 5. E per quanto riguarda i tablet? Le cose non vanno meglio, anzi, in quel caso è a Cupertino dove la botta si è avvertita più forte, in larga parte a vantaggio di Lenovo.

Prodotti di crescente qualità, forte strategia sul mercato interno (indubbiamente trovarsi in casa oltre un miliardo di potenziali clienti contribuisce ai numeri record) e attenzione verso l'Occidente, attraverso tanto marketing quanto acquisizioni, Motorola in primis. Huawei e Lenovo sono i principali nomi, a cui se ne aggiungono altri, come ZTE, altro nome noto, Meizu, Oppo, i cui dispositivi (inclusi quelli derivati, come il OnePlus One) iniziano a far capolino pure qui, o Xiaomi, l'ambiziosa azienda balzata alle cronache pure per l'ingresso di personaggi di spicco come Hugo Barra, ex-vicepresidente della divisione Android in Google. Il loro più recente smartphone, Mi4, peraltro in vendita pure in Italia, pare averci messo appena 37 secondi a rendere sold-out il primo lotto destinato al mercato domestico. Ma se Apple, Samsung e le altre pensano di dover affrontare solo un'ondata cinese, dovranno ricredersi. BLU, Lava, Micromax, Prestigio, Spice, Xolo non sono affatto d'accordo. Queste aziende indiane stanno lasciando un profondo segno nel loro paese, preparandosi già per varcare i confini; qualcuna di esse l'ha già fatto, puntando in questa fase iniziale soprattutto a resto dell'Asia, Russia e America Latina. È solo questione di tempo affinché i loro devices compaiano sui nostri scaffali.

Vista questa situazione in crescendo, alle "solite note" non resterà che tener sott'occhio le nuove rivali, cercando, soprattutto chi ha una vasta gamma come Samsung, di rispondere a tono, con buoni prodotti a prezzi competitivi. Per Apple, invece, la situazione è relativamente meno difficoltosa: sono proprio i mercati emergenti che stanno rispondendo meglio, grazie alle loro disponibilità economiche in costante miglioramento, che permettono un occhio più di riguardo verso la fascia alta/medio-alta del settore, ambito dove i marchi sopraccitati devono ancora costruirsi il "blasone". Almeno per alcuni anni ancora, perciò, i pericoli principali per l'azienda californiana rimarranno gli stessi di oggi, ossia i top di gamma provenienti dalle coreane, HTC, Microsoft/Nokia e Sony. In futuro, chissà. Meglio comunque che Tim Cook e il suo team non prendano il tutto con eccessiva tranquillità.