Nella giornata di oggi si sono susseguiti tre rumor su iPhone 6 abbastanza interessanti circa la sua colorazione, il numero di esemplari ordinati da Apple in vista del lancio e un vecchio brevetto che, forse, potrebbe essere implementato nel prossimo terminale.

Il futuro iPhone potrebbe essere rilasciato in tre colorazioni distinte: bianco, oro e nero. Sembra, infatti, che Apple sia tornata sui suoi passi, abbandonando la colorazione Space Gray per tornare al Nero Ardesia di iPhone 5. Il cambio di colorazione fu necessario a causa della verniciatura nera della scocca che non resisteva ai graffi, a differenza di quella grigia: forse Apple ha trovato il modo di realizzare una nuova e più duratura vernice resistente a chiavi e monetine in tasca o, magari, potrebbero aver colorato di nero direttamente la lega di alluminio anodizzato (ammesso che questo sia possibile, correggetemi se sbaglio). Anche questa volta, risalta subito all'occhio il logo aziendale, intagliato nella scocca e non più inciso, quasi a voler suggerire una qualche sua funzionalità come, ad esempio, la collocazione delle antenne dedicate al gps e al wifi, delegando l'antenna GSM/UMTS/LTE alle bande che corrono lungo la scocca alla stregua di quanto già accade con l'HTC One.

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Non sarebbe la prima volta che Cupertino si è ritrovata a fare i conti con la vernice: ricordiamo che iPhone 4 bianco fu lanciato sul mercato in notevole ritardo rispetto al suo gemello nero, proprio perché, in quel caso, la vernice bianca utilizzata nei prototipi creava problemi con il funzionamento del sensore di luminosità e con le due fotocamere.

A quanto pare, in Apple hanno deciso di puntare molto sul prossimo telefonino, tanto da cercare di sopperire alla (solita) grande domanda iniziale nel minor tempo possibile, senza creare lunghe attese per i consumatori: secondo il settimanale taiwanese Business Weekly, l'azienda avrebbe ordinato un primo stock di iPhone 6 pari a 68 milioni di unità. Le due società che si occuperanno dell'assemblaggio saranno, come sempre, Foxxcon e Pegatron, ma la testata non distingue se lo stock comprenda solo il modello da 4.7" o anche quello da 5.5". A rigor di logica, qualora l'esistenza del fratello maggiore dovesse essere confermata, l'ordine dovrebbe includerli entrambi, ma si è ancora nel campo della pura speculazione.

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Infine, GforGames riporta un articolo del giornale cinese online Laoyaoba secondo il quale una delle killer feature di iPhone 6 potrebbe essere il feedback aptico nel momento in cui interagiamo con le icone e gli elementi grafici delle app. A differenza di quello che è presente già in molti terminali Android (più tattile che aptico), questo non si limiterebbe semplicemente a vibrare ad ogni tocco dello schermo, ma a dare la sensazione di tridimensionalità durante lo sfioramento degli elementi della UI. Il brevetto su cui si baserebbe la nuova feature risale al 2009 (ed è interessante notare come, già da allora, si parlasse del riconoscimento dell'impronta digitale implementato lo scorso anno con Touch ID) e, addirittura, specifica che i nostri polpastrelli potranno avvertire una sensazione diversa in base al materiale riprodotto sul display (es: se la UI mostra un tronco di un albero, si dovrebbe avvertire una sensazione di ruvidità).

Senza sforare nella fantascienza (anche perché un brevetto del genere sarebbe stato molto più utile con la vecchia interfaccia scheumorfica di iOS), molto probabilmente il nuovo motore per la vibrazione potrebbe semplicemente farci capire quale punto dello schermo stiamo premendo senza doverlo necessariamente guardare o, quantomeno, regalarci qualche sensazione di profondità in più.

La carne al fuoco parrebbe essere tanta e, forse, iPhone 6 (o Air) potrebbe essere davvero un paio di passi avanti rispetto alla concorrenza.