Lo scorso sette maggio, l'USPTO (United States Patent and Trademark Office, il corrispettivo americano del nostro Ufficio Italiano Marchi e Brevetti) ha negato ad Apple la registrazione del marchio "Touch ID", poiché potrebbe generarsi un rischio di confusione con l'apparecchiatura Touch ID di Kronos.

Secondo l'USPTO i marchi sono sin troppo simili tra loro (effettivamente, l'unica differenza è la mancanza della parola "Kronos") tanto da poter generare confusione nei consumatori: un marchio, infatti, per poter essere registrato, deve essere nuovo (cioè non devono esserci in commercio prodotti o servizi con segno simile), originale (carattere di fantasia che distingue il prodotto dagli altri concorrenti proprio grazie marchio da sottoporre a registrazione), lecito (non deve essere contrario a norme giuridiche o al buon costume) e corrispondere a verità (non può, cioè, riferirsi a qualcosa di diverso dal prodotto sul mercato o ad una sua caratteristica peculiare, come, ad esempio, la denominazione di origine protetta o geografica non rispondente a quella effettiva): il Kronos Touch ID è un apparecchio per la registrazione degli orari di entrata e di uscita dei dipendenti e delle loro identità proprio grazie al rilevamento delle loro impronte digitali (molto più diffusi in America che da noi, per la gioia di parecchi impiegati pubblici e privati) e, per questo, l'Ufficio ha ritenuto che si potesse creare confusione fra i consumatori al momento dell'acquisto del dispositivo.

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Inoltre, Apple non avrebbe rispettato il requisito di originalità, poiché si è semplicemente limitata a utilizzare le stesse due parole meramente descrittive di una funzione comune tanto ad iPhone quanto all'obliteratrice di Kronos.

L'USPTO si è, inoltre, soffermato ancora una volta a suggerire sia ad Apple che a tutti gli operatori del settore di non cadere nel problema del cosiddetto "Infinte Wording", che consiste nell'utilizzare parole generiche e meramente descrittive di una funzione per sottoporle a registrazione (come, ad esempio, "maps" o "mappe").

Ad Apple, ora, non rimangono che sei mesi (anzi quattro, visto che la lettera è stata spedita a Cupertino lo scorso sette maggio ma è stata resa pubblica solo oggi) per modificare la richiesta di registrazione (e, quindi, anche il nome del Touch ID, dispositivo su cui, peraltro, punta molto visto la sua apertura agli sviluppatori di terze parti in iOS 8) oppure accordarsi con Kronos per il pagamento delle royalties per lo sfruttamento del marchio, così come già accade con i marchi iPhone e iOS.