L'autonomia di smartphone e tablet è da tempo una questione spinosa sia per gli utenti che per i produttori. Almeno allo stato attuale, spremere tanti giorni di autonomia da un iPhone, ma più in generale da qualsiasi dispositivo mobile con funzionalità evolute, è molto difficile, senza l'ausilio di batterie supplementari o sensibilmente "maggiorate" (per i prodotti dove è liberamente sostituibile). Da tempo si studiano varie soluzioni, e una di quelle su cui si starebbe puntando è la batteria a combustibile, in inglese "fuel cell". Secondo il britannico Daily Mail, un'azienda di Oltremanica starebbe collaborando attivamente con Apple su tale tecnologia.

batteriaacombustione

La premessa è doverosa: il Daily Mail non è certo un quotidiano noto in ambito tecnologico per affidabilità. Ma poiché le batterie a combustibile sono già realtà in vari ambiti (Apple stessa ne fa uso, in particolare per il data center di Maiden, Carolina del Nord, ad integrazione delle altre fonti energetiche presenti) e si sta effettivamente sviluppando il modo per implementarle su prodotti dalle piccole dimensioni, rimane interessante da prenderne nota. A dispetto del nome, non si tratta della combustione come di norma la si intende, ovvero quella termica. Sono invece reazioni chimiche, principalmente per mezzo di idrogeno e ossigeno, che permette di generare carica elettrica, come si può vedere dallo schema animato soprastante, proveniente da 9to5Mac. La conseguenza di ciò è un'alta autonomia, che consente di arrivare a svariati giorni se non addirittura settimane anche con uso intenso.

Ma da dove nasce il sospetto del tabloid riguardo al coinvolgimento dell'azienda di Cupertino? Tra le aziende più attive nel settore vi è Intelligent Energy, proprio del Regno Unito, al lavoro su svariate soluzioni basate su batterie a combustibile. Lo scorso dicembre, essa avrebbe acquisito insieme a una società internazionale importante nel campo dell'elettronica un pacchetto di brevetti riguardante la tecnologia in sviluppo. Intelligent Energy non ha rivelato nei documenti pubblici il nome di tale società, ma le "talpe" del Daily Mail sostengono si tratti proprio di Apple. Non che manchino legami tra le due parti: il COO (Chief Operating Officer) dell'impresa inglese è dal 2011 Joe O'Sullivan, ex-dirigente Apple con un lungo trascorso al suo interno. È dunque plausibile ipotizzare che, qualora l'indiscrezione fosse autentica (e ripetiamo che, vista la fonte originale, non bisogna affatto darlo per certo), egli abbia agito come raccordo, favorendo la collaborazione. Dal canto suo, Apple dispone pure di brevetti in proprio relativi al "fuel cell", a dimostrazione che l'interesse c'è a prescindere da potenziali alleanze.

Un discorso che coinvolge principalmente iPhone e iPad, ma con uno sguardo promettente pure ai MacBook. Inutile però approfondirlo ora: ancora anni separano le batterie a combustibile dal debutto commerciale su dispositivi destinati alle masse. Almeno per il medio-lungo termine non potremo fare altro che auspicare in buoni progressi delle batterie tradizionali, in attesa di un vero salto in avanti.