Se in Italia abbiamo Mistero e Voyager a rallegrarci sulle varie teorie complottiste circa le multinazionali al servizio dei governi che ci spiano e controllano il clima, in Cina ci pensa direttamente la tv nazionale cinese (peraltro, unica fonte di informazione) ad allarmare gli utenti iPhone circa il cattivo utilizzo che Apple potrebbe fare dei dati acquisiti tramite le nuove funzionalità di iOS 7.

Nel mirino dei giornalisti cinesi della CCTV, infatti, ci sarebbe la routine che registra le posizioni frequenti: per chi non lo sapesse, nel centro notifiche è possibile essere informati automaticamente, ad esempio, delle condizioni del traffico sulla strada del ritorno verso casa al termine di una giornata di lavoro poiché iOS registra le nostre abitudini e "sa" quali sono i tragitti che percorriamo più di frequente a determinati orari.

Per chi ha redatto il servizio, dunque, queste informazioni potrebbero essere utilizzate dall'azienda per tracciare i comportamenti di ognuno di noi e venderli al miglior offerente o, peggio, cederli alle autorità americane. Non è un mistero che il governo cinese, che controlla l'informazione statale, impedisca ai propri cittadini (o sudditi?) di accedere a Facebook, Twitter e persino a Google onde evitare che si possano diffondere ideali di democrazia e libertà troppo scomodi.

Apple, quindi, potrebbe essere la cosiddetta "donna dello schermo" (tanto cara a Petrarca, ad esempio) e usata solo ed esclusivamente per ledere ulteriormente l'immagine degli Stati Uniti d'America e dell'NSA (l'Agenzia di Sicurezza Nazionale che, secondo alcuni, potrebbe utilizzare gli smartphone per controllare ogni singola persona al mondo).

Un'altra ragione (anzi, forse la vera motivazione) di questo attacco potrebbe essere, invece, da ricercarsi nel forte tasso di adozione di iPhone in Cina che, pian piano, sta per raggiungere vette sempre più alte in danno dei produttori asiatici: Apple è alle costole di Xiaomi e Huawei e il governo cinese potrebbe iniziare ad adottare delle misure protezionistiche (anche solo mediatiche) al fine di tutelare i grossi gruppi imprenditoriali locali.

AM-BE256_CAPPLE_G_20140711104504

Ovviamente la CCTV omette un piccolo particolare: la quasi totalità delle unità di iPhone sono assemblate, componente per componente, chip per chip, sensore per sensore, in Cina per poi essere esportate in tutto il mondo per la vendita. Solo una coincidenza? Io non credo.