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Con l'aggiornamento dei MacBook Pro Retina Apple ha ristabilito i prezzi precedenti all'aumento dell'equo compenso, dimostrando alla SIAE che almeno in parte si sbagliava sulla sua visione. Evidentemente l'azienda assorbirà la tassa nel momento in cui riformulerà un nuovo listino per ogni dispositivo, ma nel frattempo la soluzione più semplice era quella di spalmare il costo sul cliente finale. La SIAE ha fatto di tutto per mettere in cattiva luce Apple, come fosse l'unica ad agire in modo scorretto verso i clienti italiani, ma secondo quanto scoperto da DDAY anche Samsung ha intenzione di seguire la stessa strada. L'azienda coreana numero uno al mondo ha infatti diramato un comunicato stampa ufficiale a tutti i suoi distributori, affermando che dall'inizio di agosto i listini subiranno un aumento a causa dell'equo compenso. Samsung ha una struttura distributiva diversa rispetto ad Apple, che ragiona a prezzo fisso, e per questo lascerà libero il distributore di scegliere se assorbirsi il costo vendendo allo stesso prezzo oppure rinunciare ai prezzi psicologici (quelli con il 9 finale) per ottenere lo stesso guadagno precedente. Questa è una ulteriore conferma del fatto che la tassa così prevista non può che gravare sull'utente finale e che il problema si estenderà presto a tutto il mercato, dove anche LG, HTC e simili probabilmente seguiranno lo stesso modus operandi. A questo punto il Ministro Franceschini non potrà più prendersela solo con Apple e dovrà riformulare le sue accuse. Inoltre Samsung è storica rivale per Apple, per cui si è scongiurato anche il pericolo di guerre di religione. Chissà se anche questa volta dichiareranno di vendere a prezzo più basso i prodotti aumentati, così come fatto per Apple, o se si inventeranno qualcosa di nuovo per mettere in cattiva luce le aziende, piuttosto che ripensare all'errore fatto.