Uno degli aspetti più interessanti, che a seconda della situazione può essere simpatico o triste, del settore tecnologico è quello relativo alle "baruffe" tra aziende. Può scaturire una lunga guerra giudiziaria, così come una semplice scaramuccia che, per dirla in termini colloquiali, finisce a tarallucci e vino. Questa è la conclusione, o quasi, raggiunta oggi dalla controversia occorsa tra Apple/Beats e Bose.

boselogo

Come riportato da Bloomberg, infatti, le due parti hanno risolto consensualmente la disputa legale in corso prima che arrivasse a processo. Le ostilità erano state aperte da Bose a fine luglio, accusando Beats di aver violato brevetti relativi alla tecnologia di cancellazione del rumore integrata nelle cuffie, richiedendo il blocco delle vendite dei prodotti Studio e Studio Wireless. Il risultato di oggi prevede anche la chiusura delle indagini da parte dell'International Trade Commission (ITC). Nessuna cifra né dettaglio ulteriore trapela, ma dal momento che è stato ottenuto un accordo e non un semplice ritiro delle denunce come invece avvenuto tra Apple e Motorola, è plausibile pensare che a Cupertino abbiano preferito ottenere la licenza dei brevetti oggetto del contendere piuttosto che spendere tempo e soldi su una battaglia dove le probabilità di uscirne vincitrice non sarebbero state le medesime della causa contro Samsung.

E chissà che questo accordo non comporti la permanenza di Bose negli Apple Store fisici. Stando a Macrumors, infatti, i dipendenti sarebbero stati istruiti per interrompere la vendita e l'utilizzo per le unità demo dei prodotti Bose a partire dalla prossima settimana. L'acquisto di Beats che pone le due aziende in diretta concorrenza e l'esigenza da parte di Apple di dare il maggiore spazio alla sua nuova aggiunta rientrerebbero tra i motivi di tale decisione. Al di là di questa superficie per così dire commerciale, però, potrebbe esservi una sorta di vendetta legata al contratto di esclusiva siglato da Bose con la National Football League (NFL), che impedisce ai giocatori iscritti di indossare in pubblico cuffie di altri marchi durante eventi legati al campionato di football americano. Una regola che viene fatta rispettare senza remore di sanzionare: a scoprirlo sulla sua pelle è stato il quarterback dei San Francisco 49ers, Colin Kaepernick, il quale ha un contratto di sponsorizzazione con Beats. Come risultato dell'averle indossate nel post-gara di domenica scorsa, si ritroverà a pagare una multa di $10.000. Questo almeno sulla carta, dato che non viene esclusa la possibilità di una "copertura assicurativa", se così possiamo definirla, da parte della stessa Beats per superare questa e altre vicende simili senza impatto sulle finanze dello sportivo interessato.

Un ciclo di guerra e pace che appare destinato a durare all'infinito pure per ciò che concerne la tecnologia, in modi nemmeno poi così tanto differenti dalle geopolitiche. Non sarà certo l'ultima volta che leggeremo di una risoluzione amichevole quanto non sarà certo l'ultima volta che sentiremo curiosi rumors di una contemporanea ritorsione per altri fatti. Cooperare da un lato e competere dall'altro, senza esclusione di colpi. In fondo, le "frenemies" (amiche-nemiche) sono fatte così, e l'importante per noi utenti rimarrà sempre poter cogliere i frutti migliori da queste situazioni.